Covid, scoperti i geni dell’immunità: Lo studio dell’Università di Cagliari

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Uno studio condotto dall’Università di Cagliari, pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Immunology, ha suggerito che le caratteristiche genetiche degli abitanti della Sardegna fornirebbero loro una protezione ulteriore contro il coronavirus. La ricerca sottolinea che in Sardegna il tasso di mortalità per Covid è del 2%, la metà rispetto alla media nazionale, mentre lo 0,3% dei sardi possiede gli anticorpi: ciò fa di loro la popolazione che risulta essere entrata meno a contatto con il coronavirus.

Secondo i ricercatori, le misure messe in campo per arginare la diffusione dell’epidemia in Sardegna non sono sufficienti a giustificare numeri così bassi. Per questo si è ripiegato su una motivazione di natura genetica, e su fattori clinici e immunogenetici che potrebbero spiegare la bassa incidenza del coronavirus sulla popolazione.

Sotto la lente d’ingrandimento degli scienziati è finito il sistema dell’Hla, l’antigene leucocitario umano che regola il sistema immunitario attraverso la codifica delle proteine, su un gruppo di persone infettate dal Sars-Cov-2, il 20% con polmonite severa e gli altri asintomatici o paucisintomatici, e un gruppo di controllo composto da individui sani.

Analizzando i dati, è emerso che tra gli individui contagiati dal coronavirus è assente un particolare assetto genetico caratteristico dei sardi, l’aplotipo esteso Hla-A*02, B*58, C*07, DR*03, che potrebbe aver protetto il gruppo di controllo dall’infezione. Per gli scienziati questa variante genica potrebbe favorire una maggiore protezione al coronavirus.

Ma ci sono anche altri fattori che potrebbero entrare in gioco. Anche i portatori di beta-talassemia, che hanno un gene mutato che determina la possibilità di contrarre l’anemia mediterranea, e chi si è sottoposto al vaccino influenzale nella passata stagione, sarebbero più protetti dal Covid.