Covid, un colpo di tosse svela chi è asintomatico e chi è sano: ecco come

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Un colpo di tosse potrebbe svelare chi è positivo al coronavirus ma asintomatico e chi è invece perfettamente sano. Ad annunciarlo è stata la biologa Barbara Gallavotti, ospite di Giovanni Floris a DiMartedì, su La7, che ha citato uno studio condotto dal MIT di Boston.

Barbara Gallavotti, in trasmissione, ha affermato: “Si tratta di uno studio talmente curioso, tanto che la prima volta ho pensato fosse uno scherzo. Invece ho controllato ed è stato realmente pubblicato, quindi è una cosa seria“.

L’esperta ha poi spiegato: “Gli studiosi sono partiti dal fatto che, quando qualcuno tossisce ed è asintomatico, produce un suono diverso da quello prodotto da chi non è stato infettato e tossisce”. Ancora Barbara Gallavotti: “Si tratta di una distinzione che, a orecchio, non credo sia possibile distinguere. Sembrano la stessa cosa”.

La biologa ha precisato: “Un programma di Intelligenza Artificiale, però, può cogliere la differenza con un’accuratezza non tanto dissimile da quella di un tampone“. E ancora: “I ricercatori pensano di trasformare il programma in una app, così che ciascuno di noi, prima di uscire di casa, semplicemente tossendo sul cellulare, può capire se può uscire perché non è infettato o se è meglio restare a casa in quanto asintomatico”.

Un colpo di tosse al cellulare ci rivelerà se siamo asintomatici, lo rivela uno studio dal Massachussets

Secondo uno studio pubblicato dall’Institute of Electrical and Electronics Engineers Journal of Engineering in Medicine and Biology del Massachusetts Institute of Technology, un modello di intelligenza artificiale integrato nei cellulari potrebbe analizzare i colpi di tosse e fornire un comodo strumento di screening per valutare le infezioni asintomatiche con una precisione del 98,5%.

La ricerca conferma che i colpi di tosse dei pazienti Covid-19, anche se asintomatici, differiscono da quelli dei non infetti, per cui un dispositivo di intelligenza artificiale potrebbe rilevare tali variazioni. “Gli asintomatici, non avendo problemi, sono meno inclini ad effettuare test – afferma Brian Subirana del Mit – ma è importante riconoscere tutti i positivi in modo da tenere traccia del quadro dei contagi”. Il team ha addestrato il modello su decine di migliaia di campioni di tosse e parole pronunciate. In fase di test, l’algoritmo è stato in grado di identificare il 98,5 percento dei colpi di tosse di persone risultate positive a Covid-19.