Ecco come distinguere coronavirus e infuenza: i campanelli d’allarme

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Dall’inizio dell’emergenza sanitaria siamo tutti un po’ più attenti alla nostra salute. Il picco dei contagi del coronavirus è arrivato proprio nel periodo delle influenze stagionali e in prima battuta è stato difficile distinguerle. Ancora adesso il confine tra coronavirus e influenza è complicato da individuare per la maggior parte delle persone.

Differenze tra coronavirus e influenza stagionale

Innanzitutto, l’influenza che ci colpisce ogni anno è causata da un virus che non ci è nuovo. Sebbene anch’esso muti di anno in anno, parte del virus è già nota al nostro sistema immunitario, dunque è capace di affrontarlo e combatterlo, non risultando, quindi, un ospite letale per noi (nella maggior parte dei casi). La mutazione del virus dell’influenza stagionale è ciò che gli permetta la sopravvivenza anno dopo anno, infatti, il raffreddore che abbiamo preso lo scorso anno, è figlio di un altro virus. L’immunità che abbiamo nei confronti del virus influenzale, seppur parziale, rapprensenta, quindi una delle maggiori differenze tra coronavirus e influenza. Difatti, nei confronti del Covid-19 non abbiamo alcuna immunità.

Questo conferisce al Covid-19 la potenzialità di circolare maggiormente rispetto all’influenza, infettando un maggior numero di persone e determinando, inoltre, un sostanzioso tasso di mortalità. Tra coronavirus e influenza le differenze non finiscono qui: per l’influenza esiste un vaccino, che viene preparato ogni anno, infatti, solitamente a gennaio si prevede quali ceppi circoleranno, si prepara il vaccino e a novembre dello stesso anno ci si può vaccinare. Nel caso del coronavirus il vaccino non è ancora disponibile, nonostante siano numerose le case farmaceutiche all’opera. Sebbene i sintomi iniziali siano simili, c’è da ricordare che in molti casi il coronavirus determina una perdita improvvisa dell’olfatto, detta anosmia o anche la sola diminuzione (iposmia), perdita del gusto, cioè ageusia, o anche alterazione (disgeusia) sintomatologia non legata all’influenza stagionale.

Va anche detto che il covid-19 rientra a tutti gli effetti nella famiglia delle malattie influenzali e la trasmissione in entrambi i casi avviene attraverso goccioline salivari.

I sintomi comuni a influenza e coronavirus

Può darsi che in questo periodo qualcuno si sia preso una comune influenza, magari anche grave, ponendosi il dubbio che possa essere coronavirus, ma senza la possibilità di eseguire un tampone. I sintomi delle due malattie sono abbastanza simili tra loro, ma alcuni possono aiutarci a toglierci ogni dubbio.

Entrambe le malattie hanno 3 sintomi principali, riscontrati nella maggior parte dei casi. La febbre, anche alta, tosse e generale senso di spossatezza. Le ossa e i muscoli sono doloranti, potrebbero sorgere mal di gola e mal di testa. Più in generale anche starnuti, sensazione di freddo e prurito al naso.

Come si distingue il coronavirus

Distinguere il covid-19 dall’influenza può essere piuttosto difficile nel caso in cui i sintomi del primo siano lievi. Ma 3 campanelli d’allarme possono aiutarci! Innanzitutto, la febbre nel coronavirus tende a salire per assestarsi ad una temperatura, ma senza scendere dopo 48/72 ore con terapie a base di antipiretici.

Anche la tosse è un buon indicatore, in presenza di covid-19 è molto secca e produce rumori simili ad un cane che abbaia. Quella influenzale, invece, è grassa e porta alla produzione di catarro, che con il coronavirus sorge solo in un secondo momento.

L’ultimo aiuto che possiamo avere per distinguere le due infezioni è che nel caso del coronavirus già 4/5 giorni prima dei sintomi iniziali si potrebbe avvertire una respirazione irregolare. Questo può aiutarci anche ad intervenire prima che il virus si espanda eccessivamente, prendendo tutte le precauzioni del caso per noi e per gli altri!

Un altro sintomo, assente nell’influenza, potrebbe aiutarci, il coronavirus in alcuni casi ha comportato anche le perdita di gusto e olfatto. Ma va specificato che questo si è presentato solo in una minima percentuale dei malati.

Gravità dei sintomi

Una delle differenze che desta maggiori preoccupazioni è sicuramente la differenza di aggressività tra i due virus. Analizziamo prima il virus influenzale. Esso, potenzialmente, può scendere fino a trachea e bronchi, per cui le complicazioni solite sono tracheite e bronchite; inoltre esso può determinare la distruzione dello strato di protezione che riveste la trachea e i bronchi, costituito da piccole ciglia che spostano verso l’esterno un muco che intrappola i batteri. Di conseguenza, il paziente che è stato colpito dal virus dell’influenza, dopo esser guarito da quest’ultimo, è particolarmente soggetto a infezioni batteriche (nei casi più gravi polmoniti) facilmente curabili con gli antibiotici. Il decorso è quasi sempre positivo, tranne nei casi di soggetti particolarmente deboli, anziani e con quadri patologici complessi.

Invece, il coronavirus, può arrivare nei reparti più profondi dell’apparato respiratorio, ovvero gli alveoli. Questi ultimi sono la sede in cui l’organismo acquisisce ossigeno dall’aria inalata ed espelle l’anidride carbonica. Quando il virus va a disturbare gli alveoli, si verifica una sindrome molto pericolosa, che prende il nome di polmonite virale primaria.