Ecco quando raccogliere castagne è un reato

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L’autunno è tempo di castagne, e nel nostro Paese ce ne sono davvero tante: dal Piemonte alla Campania, passando per il Trentino, la Toscana, l’Emilia-Romagna e la Basilicata. Eppure, ci sono casi in cui raccoglierle è considerato un reato!

Raccogliere questi frutti non è uguale in tutti i posti né tanto meno scontato. In molti territori italiani si tratta di coltivazioni di proprietà privata. Per questo motivo, prima d’organizzare allegre castagnate in compagnia, è opportuno informarsi se lo si può fare, contattando le organizzazioni turistiche locali.

Come ricorda la Polizia locale delle Giudicarie, zona del Trentino occidentale, la raccolta è regolata dal Codice penale, che all’art. 624 prevede una pena da 6 mesi a 3 anni e la multa da 154 a 516 euro per chi si impossessa delle cose altrui. Se la raccolta, poi, è già iniziata troverà, invece, applicazione l’art. 626, che prevede la reclusione fino ad un anno ovvero la multa fino a 206 euro per coloro che “spigolano, rastrellano o raspollano nei fondi altrui, non ancora spogliati interamente del raccolto”.

Viene specificato, inoltre, che non servono cartelli di divieto, dal momento che sarebbe il raccoglitore a doversi informare se il bosco sia di proprietà privata o ad uso comunale. Sappiate, quindi, che – se non specificato diversamente – raccogliere le castagne è un reato, in quanto ogni frutto caduto sul terreno appartiene al proprietario del fondo; pertanto, la raccolta si può prefigurare come un vero e proprio furto.