La Toscana diventa zona arancione. Ecco le nuove regole

396

Anche la Toscana diventa zona arancione. A partire da mercoledì 11 novembre e per almeno due settimane. Dopo la pubblicazione in Gazzetta dell’ordinanza del ministro Roberto Speranza, le nuove misure che imporranno anche la chiusura dei bar e dei ristoranti e lo stop alla mobilità tra comuni e fuori regione. La conferma arriva dalla Regione Toscana.

In giornata sull’argomento era intervenuto il presidente Eugenio Giani. “La prospettiva delle tre zone mi sembra che sia vissuta come una partita di calcio, ma non è così”. Per cui “se il Cts ci classifica zona arancione siamo tranquilli, noi lavoreremo in quanto zona arancione per fare il lavoro che spetta alla Regione, avere una offerta sanitaria sempre maggiore per poter superare la situazione di emergenza”.

Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, lo ripeteva da giorni. Non avrebbe fatto la guerra col governo, non si sarebbe messo di traverso ad un eventuale aggiornamento delle misure restrittive. Lo ha ribadito stamani, lunedì 9 novembre, parlando coi giornalisti alla presentazione dei 30 nuovi posti letto Covid allestiti nell’ex ospedale ‘I Fraticini’ di Firenze, poco sopra Careggi. Una struttura gestita dalla Croce Rossa e che si aggiungerà alla disponibilità di posti letto utili soprattutto ad alleggerire gli ospedali principali dei malati meno gravi. Ma è proprio la possibilità che la Toscana finisca in zona arancione a tenere banco, dato che oggi pomeriggio si è riunita la cabina di regia del ministero dela Salute per valutare, insieme al Cts, i dati contenuti nell’ultimo monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità.

Adesso arriva la conferma dalla Regione. Da mercoledì nella scala scala geometrica delle restrizioni, alla Toscana toccheranno quelle della fascia di rischio arancione.

Ecco le nuove regole

1 – Resta, ovviamente, il coprifuoco e il divieto di circolazione dalle 22 alle 5, salvo “comprovati motivi di lavoro, necessità e salute”;

2 – Sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla regione e dal proprio comune di residenza, salvo quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute anche se sarà comunque consentito spostarsi per assicurare lo svolgimento della didattica in presenza: questi spostamenti riguardano quindi docenti, alunni e gli accompagnatori di questi ultimi;

3 – Chiusura di bar e ristoranti 7 giorni su 7, consentito l’asporto fino alle 22, nessuna restrizione per la consegna a domicilio

4 – Resta la misxura della chiusura per i centri commerciali nel weekend

5 – Didattica a distanza per le superiori, in presenza per infanzia, elementari e medie, chiusura delle università, ad eccezione di laboratori e per le attività delle matricole

6 – Stop a sale giochi e scommesse

7 – Restano chiuse piscine e palestre, teatri, cinema, mostre e musei

8 – Resta la riduzione al 50% della capienza per il trasporto pubblico.