Ricciardi: “Ci saranno nuove zone rosse”

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“Sicuramente ci saranno più Regioni rosse, perché l’epidemia progredisce in tutt’Italia. E’ presumibile che oggi la Cabina di regia, sulla base dei 21 indicatori, farà degli aggiustamenti e chiederà restrizioni più forti alle Regioni che in questo momento le hanno minori”. E’ la previsione di Walter Ricciardi, professore di Igiene all’università Cattolica di Roma e consulente del ministro della Salute, intervistato nel programma ‘In Vivavoce’ su Rai Radio1.

“Non si può fare la vita che facevamo prima, bisogna limitare i propri spostamenti -sottolinea-. E’ stata calcolata nel 60% la probabilità che hanno le persone di infettarsi se incontrano 5 persone in un ambiente chiuso o stanno vicini senza distanza di sicurezza. Quindi è chiaro che avremo altri casi tra 15 giorni. Se questo comportamento, di una minoranza non marginale, non viene sanzionato presto tutta l’Italia sarà zona rossa”.

“Se noi facciamo queste misure, i risultati li vediamo tra due settimane, quindi già è tardivo chiudere alcune aree metropolitane che non sono state chiuse una o due settimane fa – rimarca Ricciardi – Va chiusa la pandemia virale e lo faremo purtroppo tra settimane perché ci stiamo muovendo lentamente, e vanno limitati i danni della pandemia economica perché di fatto le persone vanno aiutate, soprattutto quelli che hanno perso gran parte del loro reddito. Le due cose non sono e non devono essere in contraddizione”.

Sileri: “Oggi vedremo Italia più rossa e arancione”

Oggi vedremo un’Italia più arancione e più rossa. Gli indicatori non guardano solo i numeri delle terapie intensive”. Sono le parole del viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a Tagadà su La7 nella giornata in cui sono attese nuove valutazioni sullo stato delle singole regioni. “E’ verosimile che alcune regioni avranno la necessità di misure più restrittive, così come non avremo regioni che retrocedono dall’arancione al giallo perché bisogna aspettare 15 giorni” dall’introduzione delle prime misure.

“Abbiamo parametri che non riguardano solo i ricoveri, ma anche capacità diagnostica sul territorio e tracciamento. L’occupazione dei posti letto in terapia intensiva è l’ultimo anello di un percorso che inizia molto prima. I posti letto aggiuntivi per il Covid sono saturi in molte regioni. In alcune sono stati utilizzati in maniera importanti posti letto non Covid. Dove il controllo del virus è molto difficile, le regioni devono essere chiuse”, prosegue. “Verosimilmente si procederà ad individuare altre regioni” in cui applicare misure più restrittive rispetto a quelle già adottate.