Sonnolenza, mal di testa e stanchezza? la caffeina può aiutarti, ma attenzione agli effetti collaterali!

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Sonnolenza? Mal di testa? Stanchezza? Una soluzione a questi problemi è semplice: si chiama caffeina. Pochi sono a conoscenza della 1,3,7-trimetilxantina, ma se la si chiama caffeina tutti capiscono di cosa si tratta: una sostanza caratteristica del caffè, normalmente consumata dalle persone, appartenente alla famiglia degli alcaloidi e contenuta in frutti, foglie e semi di molte piante.

La caffeina viene assunta attraverso la dieta; poiché questa sostanza va a stimolare il sistema nervoso centrale, per indicare i cibi ad elevato tenore di caffeina si usa spesso il termine “alimenti nervini”:(la loro azione stimolando il sistema nervoso centrale e quello periferico).

Per antonomasia, le piante ricche di caffeina sono caffè, cacao e tè, ma non si deve dimenticare che gli alimenti contenenti caffeina sono anche altri, seppur poco conosciuti nel nostro Paese; stiamo parlando di mate, guaranà e noci di cola. Il filo conduttore di questi alimenti è proprio la caffeina

Effetti e controindicazioni della caffeina

Gli alimenti contenenti caffeina si classificano come potenti vasocostrittori: da qui si intuisce come mai la caffeina sia sconsigliata a chi soffre di ipertensione. Considerando poi che la caffeina esercita la sua azione stimolando l’organismo alla veglia, i soggetti che soffrono di insonnia dovrebbero evitare gli alimenti contenenti caffeina, per non correre il rischio di stare svegli tutta notte. La raccomandazione è valida anche per gli individui affetti da gastrite, ulcera peptica, reflusso gastro-esofageo, aritmie, tachicardia ed osteoporosi.

Un eccesso di caffeina può provocare palpitazioni, nausea, insonnia ed inappetenza. In genere, gli effetti collaterali della caffeina si manifestano a dosaggi superiori ai 200 mg, ma in merito esiste una notevole variabilità individuale. Ma perché certi soggetti non risentono molto degli effetti della caffeina?. Per dare una risposta a questo quesito c’è chi associa la caffeina all’alcool: due sostanze che sono tollerate in modo diverso da soggetto a soggetto. In genere la tolleranza è nettamente superiore nei bevitori abituali di caffè o in chi assume regolarmente supplementi di caffeina.

Caffeina, interazioni farmacologiche

Poiché la caffeina incrementa il flusso sanguigno nei reni, agisce anche come un diuretico, favorendo la minzione. In ogni caso diversi studi hanno dimostrato che il consumo di caffeina prima di una corsa non provoca un eccesso di minzione né disidratazione, anche se i ricercatori non sono certi delle cause; può darsi che l’adrenalina o altre sostanze prodotte con lo sforzo agonistico precludano l’effetto abituale della caffeina sui reni.

Per quanto riguarda le interazioni con i farmaci, da un punto di vista teorico esse sono numerose, in particolar modo quelle con i medicinali attivi sul sistema nervoso centrale; va comunque rilevato che, al momento non vi sono particolari evidenze di rilevanza clinica dell’interazione fatta eccezione per consumi di caffeina molto elevati.


Il caffè

Come abbiamo visto, tra gli ali menti più ricchi di caffeina, lo scettro – almeno per notorietà – spetta al caffè. La caffeina si trova nei chicchi della piante, che prima di essere macinati vengono tostati a temperature che superano i 200°C: durante questo processo, la caffeina viene in parte persa e si formano delle sostanze che servono per definire l’aroma del caffè. Il caffè che siamo abituati a bere è molto aromatizzato, perché subisce un lungo processo di tostatura, tuttavia ha una quantità di caffeina relativamente bassa. Recandosi nei paesi del Nord Europa e bevendo il caffè locale, ci si rende conto che l’alimento in questione è meno aromatizzato, ma la quantità di caffeina è molto alta: questo perché il processo di tostatura avviene a temperature più basse.