Usa il sale rosa dell’Himalaya è straricco di oligoelementi

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Il sale rosa dell’Himalaya deve il proprio nome alla miniera di sale di Khewra da cui viene estratto: si tratta di una delle più grandi miniere al mondo, situata a poche centinaia di chilometri dalla catena montuosa dell’Himalaya.

Il sale rosa dell’Himalaya si differenzia dal tradizionale sale da cucina perché è un sale di miniera. Questo sale è privo di tossine e non è sottoposto ad alcun trattamento, a differenza del sale da cucina ricavato dalle acque dei mari e degli oceani. Il colore rosa del sale himalayano è dovuto, infatti, al fatto che il salgemma non subisce nessuno sbiancamento.

La differenza tra sale rosa dell’Himalaya e sale marino riguarda anche la composizione organica: il sale che solitamente utilizziamo in cucina è composto quasi esclusivamente da cloruro di sodio e, a differenza del sale rosa, non contiene sali minerali.

Il sale rosa himalayano è straricco di oligoelementi

Il sale fossile è il risultato di un processo di sedimentazione iniziato milioni di anni fa, quando i mari ricoprivano quasi tutto il pianeta; man mano che i mari si ritiravano, lasciavano dietro di sé, in anfratti e grotte, veri e propri giacimenti di cloruro di sodio allo stato solido, particolarmente abbondanti nelle zone montuose impervie. Tra queste c’è Salt Range, una zona montagnosa del complesso Himalayano. Da lì proviene quasi tutto il sale rosa himalayano in commercio.

In questo sale sono presenti circa 84 oligoelementi in tracce (minerali di cui il corpo ha bisogno in quantità di pochi microgrammi) come carbonati, fosfati, silicati, ossidi e litio. Gli oligoelementi non necessari all’organismo non vengono assimilati e vengono espulsi senza formare scorie. Inoltre nel sale integrale himalayano sono sempre presenti diversi minerali sciolti in proporzioni variabili, biodisponibili e quindi facilmente assimilabili: il magnesio, che regola il metabolismo, il sistema nevoso e l’equilibrio ormonale; il calcio, fondamentale per ossa e denti e lo zolfo, che regola la funzione insulinica. Il sale rosa contiene inoltre molto ferro (componente dell’emoglobina), indispensabile per il trasporto dell’ossigeno. Potassio e iodio infine sono utili uno per regolare l’attività cardiaca e l’altro per regolare il metabolismo.

Il sale rosa himalayano riequilibra i deficit energetici

Diverse ricerche biofisiche hanno rilevato la capacità del sale himalayano di stimolare la depurazione del corpo, migliorare il funzionamento dei meccanismi di autoregolazione e riequilibrare i deficit energetici, accrescendo la vitalità dell’organismo. Per questo è importante, secondo la biofisica, conservare intatte le virtù del sale cristallino mantenendolo integro.

Sai quanto sale ti serve davvero? 0,2 grammi al giorno!

L’organismo umano ha bisogno di almeno 0,2 grammi di sale giornalieri per funzionare bene. Oggi però il pericolo maggiore nasce dall’abuso di sale che in Europa, raggiunge circa i 15-20 grammi giornalieri, mentre i reni riescono a eliminarne al massimo 5-7 grammi. I rischi per la salute sono noti: ipertensione e ritenzione idrica sono favorite dagli eccessi di sale. Ecco allora l’utilità di ricorrere secondo necessità a sali dietetici a ridotto contenuto di sodio, sostituito egregiamente da minerali come il potassio. L’organismo deve mantenere un corretto rapporto sodio-potassio in proporzione 1 a 2, il che fa di questi sali un ottimo complemento nelle diete a ridotta quantità di sodio. Sono in commercio inoltre anche sali dietetici iodati, utili per favorire il funzionamento della tiroide e aiutare le attività metaboliche.