Aglio, il farmaco “verde” che regola la pressione e ripulisce le arterie

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Considerato da sempre un antibiotico naturale, protagonista di ogni tipo di soffritto e ricco di proprietà curative e antiossidanti: parliamo di aglio, un piccolo grande alleato della nostra salute e aiutante immancabile delle nostre ricette. Appartenente alla famiglia delle liliaceae come la cipolla e l’erba cipollina, l’aglio viene utilizzato non solo in cucina da migliaia di anni e gli viene attribuito anche un potere scaramantico. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere su questo bulbo, gli effetti benefici che ha sul nostro corpo e come usarlo al meglio in cucina.

Proprietà dell’aglio

L’aglio è una pianta erbacea a stelo lungo originaria dell’Asia minore, appartenente alla famiglia delle Liliaceae e coltivata durante tutto l’anno. Di tutta la pianta viene utilizzato solo il bulbo che si sviluppa all’interno del terreno e che si divide nei comuni spicchi. La scienza e la cultura popolare concordano sul fatto che l’aglio sia ricco di proprietà benefiche: l’enzima più importante è sicuramente l’allicina che ha un enorme potere antibiotico e antibatterico sia per la pianta stessa che per il nostro corpo. Questi piccoli spicchi contengono inoltre vitamina B, vitamina C, magnesio, fosforo, calcio e potassio: 100 grammi di aglio a crudo infatti contengono circa 131 kcal, 6 grammi circa di proteine e fino a 401 milligrammi di potassio.

Perché sia curativo, meglio consumarlo crudo

  • C’è chi l’aglio lo consuma crudo, ben sminuzzato, avvolto in un’ostia e ingerito. Certamente così tutte le virtù dell’aglio non vanno perse, ma si possono riscontrare problemi digestivi: per evitarli, basta eliminare l’anima verdina del bulbo.
  • L’aglio si può anche assumere in pillole, tavolette o perle gelatinose (una al giorno), in tintura madre (20 gocce 3 volte al giorno) oppure in succo fresco.
  • In erboristeria e nei negozi di alimentazione naturale si trova l’aglio giapponese che si presenta come polvere secca o liquido, invecchiato in alcool. Esiste anche il kyolic, ottenuto da aglio biologico fermentato e invecchiato 20 mesi in vasche d’acciaio inox. Si beve come uno sciroppo.

Evita l’aglio irradiato e coltivato con pesticidi

  • In commercio si può trovare aglio che ha subito radiazioni  gamma a scopo antigermogliativo. Per legge, tuttavia, sull’etichetta deve obbligatoriamente comparire la dicitura “Aglio irradiato a scopo antigermogliativo”. Quindi, se leggete questa dicitura, lasciatelo nel banco del supermercato.
  • Diffidate, inoltre, dell’aglio coltivato con pesticidi: va acquistato solo l’aglio da coltivazione biologica certificata.

È un vero farmaco “verde” che regola la pressione e ripulisce le arterie

  • L’aglio ha un’azione antibatterica e antivirale conferitagli dall’allicina, quella sostanza dal forte odore che si libera dallo spicchio solo quando viene schiacciato o tagliato.
  • L’aglio regola la pressione sanguigna, abbassa il colesterolo e fluidifica il sangue. È un ottimo sostituto naturale dei farmaci betabloccanti che vanno a regolare la pressione arteriosa e le aritmie.
  • L’aglio contiene delle sostanze antiossidanti che liberano le arterie da coaguli del sangue. Test effettuati su un campione di infartuati rivela che, col consumo quotidiano e costante di aglio (2 spicchi al dì), il rischio di successivi infarti si riduceva del 50%.
  • L’aglio è anti cancro: studi su un campione di persone consumatrici di aglio e cipolla rivela che queste ultime avevano un rischio di contrarre tumore allo stomaco del 50% inferiore ai consumatori normali. Anche su quelli del colon e della pelle l’aglio esercita la sua azione preventiva. Ha anche proprietà chemioterapica a malattia già insorta.

Ricco di benefici sì, ma ogni ingrediente nasconde i suoi segreti e le sue controindicazioni e anche l’aglio non fa eccezioni. Tutti sanno che non ha un effetto piacevole sul nostro alito, ma forse non è di dominio pubblico che se assunto in dosi massicce può inacidire anche il sudore. Odori a parte, l’aglio è sconsigliato a chi soffre di gastriti o problemi di stomaco perché potrebbe acuire le irritazioni già presenti e alle donne incinte o in fase di allattamento laddove potrebbe rendere sgradevole il sapore naturale del latte. Infine, un piccolo consiglio per renderlo più digeribile quando lo sbucciate: basta privarlo “dell’anima”, cioè della parte interna che tende un po’ al verde.