Covid, Miozzo (Cts): “Denuncia penale contro chi aggira divieti”, in arrivo controlli a tappeto

55

“Se si ferma un soggetto e questo produce un’autocertificazione che ad una verifica risulta falsa, non puoi dargli solo la multa di 300 euro. Devi perseguirlo effettivamente con una denuncia per falso in atto pubblico. Per estremizzare bisogna portarlo di fronte ad un giudice penale, così non c’è il rischio si prendano sotto gamba le misure”. A proporlo è il coordinatore del Cts Agostino Miozzo in un’intervista al ‘Messaggero’ in cui espone le sue preoccupazioni in vista delle feste di Natale.

“Non può passare il messaggio che si tratta di una sorta di multa per divieto di sosta, va a finire che qualcuno che dica chi se ne frega lo trovi sempre”, sottolinea aggiungendo che un esodo “è assolutamente un rischio, uno o due giorni prima del 21 e poi al ritorno si vedranno belle scene. D’altronde lo stesso Dpcm dice giustamente che puoi rientrare al tuo indirizzo di residenza. Ma questa era una necessità dettata dal bisogno di far convivere un punto di vista epidemiologico con quello sociale e quello economico».

A riempirsi di nuovi arrivati saranno le Regioni meridionali che però hanno più difficoltà a livello sanitario: “Certo, sono le regioni dell’emigrazione per il lavoro, di gente che è costretta a vivere lontano da genitori e parenti perché non ha alternative e, quindi, se vede che qualcuno non tiene conto delle restrizioni è pronto a fare lo stesso. In questo senso controlli e raccomandazioni alla prudenza sono fondamentali. Non deve passare il messaggio che si torna a casa e ci sono baci e abbracci come in passato”.

Stretta sul Natale, in arrivo controlli a tappeto

Presidi sulle autostrade, su tutti i confini nazionali e non solo. Particolare attenzione alle “aree di maggiore affollamento, in cui si possono verificare fenomeni di inosservanza, anche involontaria, delle misure di distanziamento interpersonale”. In vista del Natale, che “sarà di sacrifici per tutti” per l’esigenza di “evitare una terza ondata” di coronavirus, come ha sottolineato la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, saranno messi in campo 70mila agenti per controlli a tappeto.

Spostamenti, parenti, amici: cosa si può fare a Natale

”Si raccomanda” ai prefetti ”di voler pianificare, nell’ambito dei lavori del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mirati servizi di controllo del territorio, specie in prossimità delle festività natalizie, dedicando particolare attenzione alle aree di maggiore affollamento, in cui si possono verificare fenomeni di inosservanza, anche involontaria, delle misure di distanziamento interpersonale’, si legge nella circolare inviata dal Viminale ai prefetti e firmata dal capo di Gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi, relativa al nuovo dpcm. Allo scopo ”andranno opportunamente sensibilizzati tutti gli attori della sicurezza urbana coinvolti nel dispositivo di controllo, tenuto conto della necessità di rafforzare le risorse in campo in ragione della maggiore gravosità dell’impegno”, prosegue. ”Analoga attenzione andrà rivolta ai controlli da effettuarsi sulle principali arterie di traffico e sui vari nodi delle reti di trasporto”, aggiunge.

”A decorrere dal 10 dicembre 2020, nel caso di soggiorno o transito nei quattordici giorni anteriori all’ingresso in Italia in uno o più Stati o territori di cui all’elenco C dell’allegato 20, occorrerà presentare al vettore e agli organi preposti ai controlli l’attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’ingresso, e quindi in territorio estero, a tampone risultato negativo. La mancata presentazione di tale attestazione comporterà, fra l’altro, l’applicazione dell’obbligo di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni”, si legge ancora nella circolare

”Nel periodo ricompreso fra il 21 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 – si legge nella circolare – l’obbligo di sottoporsi alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario troverà comunque applicazione nei confronti delle persone che, residenti o meno in Italia, facciano ingresso nel territorio nazionale per motivi diversi dalle esigenze lavorative”, di ”assoluta urgenza”, ”esigenze di salute”, di studio e per ”rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”.

“Controlli sì, ma dico assolutamente no ad una militarizzazione delle città – ha detto Lamorgese – Ci vuole grande senso di equilibrio da parte nostra, ma grande senso di responsabilità da parte dei cittadini. Abbiamo tenuto aperti i negozi per dare un segnale, per salvaguardare l’economia. I titolari dei negozi devono però adottare tutte le precauzioni necessarie. Assembramenti non devono esserci”.