Covid Veneto, tasso di positività alle stelle 36,6%: Zaia: “è un incubo”

13008

Il Veneto continua ad essere alle prese con l’impennata dei contagi da coronavirus. Nelle ultime 24 ore i nuovi casi accertati sono stati 5.010, come mostrato dai dati diffusi dalla regione amministrata dal governatore Luca Zaia. Dall’inizio dell’emergenza sanitaria il totale dei malati raggiunge così quota 234.792. Stando sempre all’ultimo bollettino regionale, si registrano 94 morti nelle ultime 24 ore (durante la pandemia la regione ha visto 5.953 scomparse).

Spostandosi sul versante ospedaliero, per ora in terapia intensiva il dato è più o meno stabile con un totale di 384 ricoveri (+2) mentre negli ospedali sono assistiti 2.908 pazienti (+38). I cittadini che al momento sono risultati positivi al virus sono in tutto 87.385.

Il Veneto, a causa dell‘aumento dei contagi degli ultimi giorni, ha visto andare alle stelle il tasso di positività che si attesta attualmente al 36,3%. Vale a dire che rispetto alla media italiana è il triplo (la media nazionale si attesta al 12,5%). Guardando ai nuovi casi e alle altre regioni, nelle ultime 24 ore la Lombardia (2.628) e l’Emilia Romagna (2.127) hanno sfondato la soglia dei 2000 contagi. Tra i 1000 e i 2000, ci sono poi il Lazio (1.691), la Puglia (1.011) e la Campania (1.009 Campania).

Luca Zaia: “Il coronavirus è un incubo”

Il governatore Luca Zaia fatto il punto sul momento difficile che l’area da lui amministrata sta attraversando. Ha parlato alla vigilia delle feste quando in una intervista rilasciata a Il Gazzettino ha dichiarato che “è il Natale più triste”. “Penso alla mia comunità: in Veneto abbiamo ormai raggiunto dieci mesi di questo incubo”, ha detto.

Nonostante la regione stia vivendo un periodo delicato, Zaia ha precisato che c’è si una “grandissima pressione ospedaliera, che ha comportato la sospensione delle prestazioni non urgenti”, ma che comunque “tutti i pazienti vengono presi in carico”.

Inoltre il governatore ha sottolineato che “non si può vendere un numero assoluto di infezioni senza rapportarlo alla quantità complessiva dei test, cioè molecolari e rapidi”