Covid Veneto, Zaia: “Un incubo, il Natale più triste”

2020

Luca Zaia, governatore del Veneto, regione che nelle ultime settimane ha visto diventare più critica la situazione relativa al coronavirus per via dell’impennata dei contagi, ha fatto il punto sul momento delicato che l’area da lui amministrata sta attraversando. “E’ il Natale più triste, perché penso alla mia comunità: in Veneto abbiamo ormai raggiunto dieci mesi di questo incubo”, ha dichiarato l’esponente della Lega, rilasciando un’intervista al Gazzettino.

Il governatore ha quindi aggiunto: “Non è facile per nessuno ed è doppiamente difficile per chi fatica a sbarcare il lunario”. Spazio poi alla risposta verso chi parla adesso della fine del modello veneto – modello che era stato visto come una virtuosa eccezione durante l’abbattimento sull’Italia della cosiddetta prima ondata. “Veneto da primo a ultimo della classe? Il primo e l’ultimo si valutano in base alla qualità delle cure erogate. Non c’è nessun sistema sanitario messo meglio di noi nel potenziale di risposta”, ha dichiarato Zaia.

La questione per il presidente della giunta regionale veneta sta nel fatto che “nonostante la grandissima pressione ospedaliera, che ha comportato la sospensione delle prestazioni non urgenti, tutti i pazienti vengono presi in carico”.

Inoltre il governatore ha sottolineato che “non si può vendere un numero assoluto di infezioni senza rapportarlo alla quantità complessiva dei test, cioè molecolari e rapidi”.

Zaia ha poi replicato a chi lo accusa di aver ‘taroccato’ le cifre della pandemia nella regione. “Si tratta di un’insinuazione meschina, che oltretutto colpisce tecnici di eccellente livello. Il piano sui mille posti è stato deciso ad aprile e completato a giugno, mentre il decreto che istituisce le fasce colorate è stato varato ad ottobre”.