Dpcm, arriva un nuovo divieto: novità su Natale e Capodanno

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L’idea che si fa strada in vista del Natale è ormai chiara: blindare l’Italia per evitare di cadere nell’errore fatto durante l’estate. Si va verso una “zona gialla rafforzata“, partendo dal presupposto che gran parte delle regioni passeranno in giallo nelle prossime settimane. Il governo ha ormai definito l’ossatura di massima del nuovo dpcm, in vista dell’informativa del ministro della Salute Roberto Speranza alle Camere e di un nuovo confronto con le Regioni.

La proposta per salvare lo sci e la stagione invernale fatta da Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Bolzano e Trento sembra sia stata respinta dal governo: prevedeva la possibilità di aprire gli impianti di risalita delle piste da sci per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Come riporta ‘Ansa’, fonti del governo, al termine della riunione tra il premier Conte e i capi delegazione del governo, hanno confermato la chiusura degli impianti sciistici. Si continua a discutere, invece, sull’apertura degli alberghi nelle aree sciistiche: la difficoltà è distinguere quelli che devono restare chiusi da quelli “a valle”, che teoricamente potrebbero rimanere aperti.

L’orientamento maturato dal governo in seguito alla riunione del premier Conte con i capi delegazione della maggioranza è di consentire, dal 21 dicembre, gli spostamenti tra Regioni gialle solo per far ritorno al proprio luogo di residenza, con una previsione che dovrebbe essere estesa ai luoghi di domicilio. Non dovrebbero essere modificati i criteri che, fin dal primo dpcm, individuano le eccezioni: ci si può muovere per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. Stop sempre dal 21 dicembre agli spostamenti tra le Regioni per raggiungere le seconde case.

Dalla riunione tra Conte e i capi delegazione della maggioranza, stando a quanto riferito da ‘Ansa’, è emersa la possibilità di introdurre il divieto di uscire dal proprio Comune a Natale e Capodanno: lo stop potrebbe valere nei giorni del 25 e 26 dicembre e del primo gennaio. Secondo quanto appreso dall”Ansa’ da fonti di maggioranza, il premier Giuseppe Conte avrebbe aperto alla richiesta di una riflessione di alcuni capigruppo di prevedere per il Natale gli spostamenti tra le regioni per permettere alle persone di ricongiungersi coi propri familiari. Quindi non soltanto per chi vuole recarsi presso la propria residenza.

Delicatissimo è il tema cenone di Natale, momento in cui secondo gli scienziati si correre un alto rischio lato contagi. Conte sarebbe dell’idea di dare delle forti raccomandazioni e non divieti. Il governo è deciso sulla necessità di vietare le feste al chiuso e all’aperto e di far forza sul buon senso degli italiani a ‘non ricevere persone diverse dai conviventi’.

Resta confermato il coprifuoco dalle 22 alle 6. Sarà mantenuto nei giorni di Natale e Capodanno. I ristoranti saranno aperti solo a pranzo nelle zone gialle. Ma anche il 25 e il 26 dicembre e a Capodanno. Stando all’Ansa il governo sarebbe orientato verso l’ok ai ristoranti aperti a Natale, Santo Stefano e Capodanno. A Capodanno, per evitare veglioni, anche i ristoranti degli alberghi potrebbero dover chiudere alle 18: per i clienti solo servizio in camera. Negozi aperti fino alle 21, centri commerciali e grandi magazzini aperti nel fine settimana. Le funzioni religiose saranno celebrate il 24 e 25 dicembre per tutto la giornata. Secondo quanto riporta l’Ansa’, nel corso dell’incontro del governo con i capigruppo sarebbe emersa l’ipotesi di celebrare la messa di Natale alle 20 del 24 dicembre. Stop anche alle crociere nel periodo natalizio.

Non è stata ancora presa una decisione sul possibile ritorno in classe degli studenti delle superiori a dicembre. I licei potrebbero rimanere chiusi fino al 7 gennaio. Nelle zone arancioni le scuole saranno aperte fino alle medie, nelle rosse fino alla prima media.