E’ meglio mangiare la frutta fresca o la frutta secca? ecco la differenza

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La frutta è sempre salutare, in qualunque modo si decida di mangiarla: secondo le linee guide dei nutrizionisti di tutto il mondo, le porzioni di frutta giornaliere in una dieta sana dovrebbero essere almeno 3. La frutta fresca, se consumata in porzioni idonee (400-800 g/die) ed opportunamente contestualizzata in base alla composizione del regime alimentare  rappresenta un pilastro portante dell’alimentazione umana.

La frutta fresca apporta innanzitutto grosse quantità d’acqua, facilitando il mantenimento dell’idratazione anche nei soggetti che trascurano o non avvertono lo stimolo della sete. L’idratazione è un aspetto fondamentale al mantenimento omeostatico generale dell’organismo e previene efficacemente alcune condizioni potenzialmente nocive come l’affaticamento renale e l’acidosi metabolica.Il contenuto vitaminico è eccellente; come già esposto, vitamina C e vitamina A la fanno da padrone, vitamina E e vitamina K.

Per frutta secca si intende un gruppo di alimenti con basso apporto di acqua ed elevato contenuto energetico e lipidico. La porzione commestibile è costituita dal seme, il quale và consumato fresco, essiccato o tostato. Recentemente, la frutta secca ha acquisito maggior importanza nella dieta collettiva; le maggiori istituzioni, in virtù del suo elevato contenuto in acidi grassi polinsaturi, ha stabilito che la frutta secca deve costituire un elemento fisso dell’alimentazione umana mediante un consumo frequente ma nel contempo moderato.

Ma queste tre porzioni (che corrispondono più o meno a 3 frutti grandi) è meglio assumerle di frutta fresca o possiamo sostituirla anche con frutta secca o disidratata? Vediamo intanto quali sono le differenze fra frutta secca e frutta disidratata: quest’ultima era frutta fresca che ha subito un processo di disidratazione, la frutta secca rappresenta invece una varietà di alimenti che si trovano già così in natura come noci, mandorle, pistacchi, pinoli, arachidi (che sarebbero tecnicamente legumi) e molti altri.

A livello nutrizionale, la frutta secca o in guscio è ricca di grassi “buoni”, di vitamine e di sali minerali, ma è piuttosto calorica. La frutta disidratata invece mantiene le caratteristiche del frutto fresco, solo più concentrate in assenza di acqua: tende quindi a diventare più zuccherina e a perdere l’apporto di vitamina C.

In generale, la frutta essiccata resta un ottimo modo per assumere, anche fuori casa, fibre e vitamine: può tranquillamente costituire almeno una delle tre porzioni di frutta che si dovrebbero consumare al giorno, a patto però di regolarsi con le quantità.

La frutta disidratata infatti è fisicamente più piccola e potrebbe essere meno saziante rispetto al fresco: un albicocca fresca sazia in un certo modo, una secca molto meno. Attenzione anche agli zuccheri, soprattutto se si soffre di glicemia alta: leggete bene le etichette del prodotto se la acquistate al supermercato. Frutta secca e frutta essiccata sono due componenti che possono trovare spazio in una dieta sana, nelle giuste quantità: nel periodo natalizio possiamo approfittare per fare la conoscenza con qualche varietà di frutta essiccata che magari non conoscevamo, come ad esempio i buonissimi datteri.