Influenza, è meglio evitare di bere il latte? Ecco perchè

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Abbiamo sempre sentito le nostre nonne dire che quando abbiamo influenza e raffreddore è meglio evitare latte, latticini e prodotti caseari in generale: la motivazione è legata alla comune convinzione che latte, yogurt e simili stimolino la produzione di muco che, in presenza di tosse, raffreddore e febbre, peggiorerebbe la già precaria situazione.

Quanto è vera questa credenza? A quanto pare non esistono studi che confermino il legame tra l’assunzione di latte e l’aumento di catarro, anzi è piuttosto frequente addolcire una tazza di latte con un abbondante cucchiaino di miele per agevolare lo scioglimento del muco e la guarigione.

In particolare uno studio ha misurato la produzione di muco dopo che i soggetti coinvolti hanno soffiato il naso pesando il fazzoletto e un’altra ricerca ha indagato le condizioni di salute dei volontari dopo aver bevuto il latte di mucca o di soia e i risultati erano gli stessi. Entrambi gli studi hanno concluso che non vi sono prove che i latticini abbiano un impatto sulla formazione di muco.

La domanda, allora, sorge spontanea: perché crediamo così tanto al fatto che il latte faccia male durante l’influenza? Bere latte può darci la sensazione che il muco sia più spesso ed è possibile che questo effetto abbia portato alla convinzione che i prodotti lattiero-caseari, e in particolare il latte, aumentino la produzione di catarro.

Per migliorare la situazione con influenza e raffreddore, oltre a bere latte è importante rimanere idratati: dunque bere acqua è la prima azione da mettere in campo, a cui vanno aggiunte le preziose sostanze nutrienti contenute in frutta e verdura… Se poi vi viene voglia di gelato, formaggi o yogurt, potete tranquillamente permetterveli che – ora è confermato – non fanno male!