Toscana zona arancione, ordinanza Giani: “Spostamenti tra comuni, ecco le regole”

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Toscana zona arancione da ieri e nuova ordinanza del governatore Eugenio Giani che consente gli spostamenti tra comuni limitrofi in alcune circostanze. “Ho solo cercato di offrire la massima chiarezza ai miei concittadini nel rispetto del Dpcm, con prudenza, intelligenza e soprattutto buonsenso”, spiega il presidente della Regione parlando dell’ordinanza. In un’intervista al Corriere della sera, il governatore regionale spiega che si potrà andare solo in alcuni pubblici esercizi che si configurano fiduciari nei confronti del cliente e che offrono un servizio orientato alle singole persone, come i parrucchieri, gli estetisti, i barbieri, i carrozzieri. E soltanto negli esercizi dei comuni limitrofi.

Se una persona ha un parrucchiere di fiducia dove è sempre andato, in un altro comune ma non lontano dal suo, può andarci tranquillamente. Non credo che ci saranno problemi di affollamento o movimenti dannosi che possono aumentare gli assembramenti e di conseguenza i contagi”.

Nell’ordinanza delle Regione Toscana sono previsti anche ‘sconfinamenti’ per cacciatori e chi fa pesca sportiva: “I cacciatori operano negli Ambiti territoriali di caccia – spiega Giani -, aree che raggruppano più comuni e siccome attività venatoria ha anche una funzione di necessità contro il proliferare di alcune specie di animali, penso agli ungulati e ai cinghiali in particolare, credo che sia stata la soluzione migliore. Chi va a pesca per passatempo può spostarsi dal suo comune ma solo nell’ambito provinciale”.

Riguardo alle scuole, continua Giani, “la Regione ha potere solo sulle medie inferiori. Ho deciso di riaprire anche le seconde e terze classi. Inoltre, consentiamo ai ragazzi che praticano sport di gruppo di allenarsi in comuni diversi dalla loro residenza. Se una società di calcio, per fare un esempio, ha sede a Bagno a Ripoli e il ragazzo abita a Firenze l’accesso sarà consentito. Come si fa a dirgli di no? Oppure obbligarlo ad allenarsi con una squadra diversa dalla sua? Mi sembrava un’ingiustizia. Anche perché gli spostamenti sono minimi. Poi ho allargato la possibilità di muoversi in altri comuni che cercano castagne o tartufi, pratiche ricorrenti nella mia regione”.

Sugli gli spostamenti tra parenti, amici, fidanzati, “ho parlato molto della questione con il ministero per poter interpretare al meglio il decreto. I rapporti non istituzionalizzati non possono avere deroghe. In altre parole due fidanzati che vivono in diversi comuni non possono incontrarsi. Diverso lo spostamento per ragioni affettive tra parenti che in alcuni casi possono essere consentiti. Penso a una nonna sola, o a due coniugi che per motivi lavorativi devono vivere in comuni diversi. Per il Natale non ho potere legislativo. Capisco le ragioni, non bisogna allentare la guardia, ma non avrei proibito gli spostamenti tra comuni di una stessa provincia. In Toscana ci sono troppi comuni limitrofi dove vivono genitori e figli”.