Alex Zanardi ha ripreso a comunicare: parla la neuropsicologa

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Abbiamo imparato a non stupirci più, se a compiere quel gesto, se a raggiungere quel risultato remoto anche per i manuali di medicina è Alex Zanardi.

Da quanto ha riferito Federica Alemanno, neuropsicologa dell’ospedale San Raffaele di Milano, dove il campione di handbike si trovava dopo i primi interventi d’urgenza trasferito da Villa Beretta, Zanardi è “tornato a comunicare”.

La ripresa di Zanardi: comunica con la famiglia

La specialista lo ha detto al Corriere della Sera e ha sottolineato l’entità di questi progressi: “È stata una grande emozione quando ha iniziato a comunicare, nessuno ci credeva. Lui c’era! E ha comunicato con la sua famiglia”.

Anche lei, Federica c’era. E ha stretto la mano di Zanardi quando si stava risvegliando al San Raffaele di Milano, struttura lasciata da poco per Padova per stare più vicino ai familiari. A Daniela, sua moglie, e al figlio Niccolò, che hanno sempre creduto nella sua ennesima rinascita da fenice. Contro ogni previsione, contro ogni statistica.

Come forse anche la dottoressa Alemanno, che di anni ne ha solo 36 ma è già responsabile del Servizio di Neuropsicologia e professore alla facoltà di Psicologia dell’Università Vita e Salute, e ha alle spalle una laurea in neuroscienze e un post-dottorato al Dipartimento di Bioingegneria all’University of California San Diego (Ucsd) — ha già accumulato una grande esperienza in campi medici di avanguardia.

Che cos’è la chirurgia da svegli

In particolare nella awake surgery, che spiega nel suo intervento al Corriere è “la chirurgia da svegli: una tecnica molto particolare che si fa in pochissimi centri in Italia e ha come obiettivo quello di garantire al paziente la migliore qualità di vita possibile dopo un’inevitabile intervento chirurgico”. Un percorso complesso che è stato motivato, forse, anche dall’esperienza personale di Federica con suo padre e che ha voluto raccontare in parte.

Zanardi sta lentamente e progressivamente recuperando le funzioni vitali. Riconosce le persone care e riesce a esprimersi, a farsi intendere. Oggi a Padova è assistito per continuare lungo questa via di recupero.

La storia di Zanardi: l’incidente in pista e poi quello sulla handbike

Nel 2001 era riuscito a sopravvivere a un incidente nel corso di una gara spaventoso, che lo costrinse all’amputazione delle gambe. Era poi tornato a correre, in auto e sulla handbike, con cui aveva poi vinto quattro ori e due argenti alle Paralimpiadi.

Dopo il lockdown aveva deciso di dare un segnale: prendere parte a un progetto e aveva incominciato questa staffetta. Il 19 giugno scorso era stato coinvolto in un drammatico incidente a Pienza proprio sulla handbike, urtando in pieno un tir che percorreva la corsia opposta sbattendo violentemente contro la pedalina del guidatore.

Le operazioni, ripetute prima a Siena e poi a Milano, lo hanno salvato e supportato nel recupero di vista e udito e a livello neurologico e dal 21 novembre Zanardi è stato trasferito nel reparto di neurochirurgia di Padova, a pochi chilometri dalla casa di famiglia. “Stringe la mano su richiesta. Se gli chiedono di fare ok, alza il pollice. Dov’è Daniela? E lui gira appena il capo verso di lei”, i risultati sorprendenti che aveva già raggiunto poche settimane fa e che erano state riportate dal Corriere. Ma forse anche tutto questo stupore non può dirsi giustificato, quando si parla di Alex e di quanto attaccamento alla vita sappia insegnare.