Arriva il vaccino Johnson & Johnson: ecco i tempi dosi e reazioni

3932

Janssen, azienda che sta sviluppando il vaccino anti-Covid di Johnson & Johnson, prevede di annunciare entro fine gennaio i dati della fase 3 di uno dei candidati vaccini a dose singola contro il coronavirus. Se il siero si dimostrerà efficace e con un buon profilo di sicurezza, l’azienda prevede di presentare non appena possibile una richiesta di autorizzazione per l’uso in emergenza alla Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti, a cui seguiranno poi altre richieste di autorizzazione in tutto il mondo.

Il virus SARS-CoV-2 è costellato di proteine ​​che utilizza per entrare nelle cellule umane. Queste cosiddette proteine ​​spike sono il bersaglio che i vaccini e i vari trattamenti cercando di abbattere. Il vaccino Johnson & Johnson si basa sulle istruzioni genetiche del virus per la costruzione della proteina spike.

Ma, a differenza dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, che memorizzano le istruzioni in RNA a filamento singolo, questo utilizza DNA a doppio filamento.

I ricercatori hanno aggiunto il gene per la proteina spike del Coronavirus a un altro virus chiamato Adenovirus 26. Gli adenovirus sono virus comuni che in genere causano raffreddori o sintomi simil-influenzali. Il team di Johnson & Johnson ha utilizzato un adenovirus modificato che può entrare nelle cellule ma non può replicarsi al loro interno o causare malattie.

I vaccini a base di adenovirus per Covid-19 sono più robusti dei vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna. Il DNA non è fragile come l’RNA e il rivestimento proteico dell’adenovirus aiuta a proteggere il materiale genetico all’interno. Di conseguenza, il vaccino Johnson & Johnson può essere conservato per un massimo di tre mesi a 2-8 °C.

I risultati della ricerca

Lo studio sul vaccino Covid-19 a dose singola sperimentale (JNJ-78436735) sviluppato da Johnson & Johnson è in corso in più siti clinici in Belgio e negli Stati Uniti e ha riguardato partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni.

L’analisi ad interim di Fase 1/2 ha mostrato che il candidato vaccino ha indotto una risposta immunitaria ed è stato generalmente ben tollerato tra tutti i partecipanti allo studio.

I dati hanno dimostrato che, dopo una singola vaccinazione, sono stati rilevati anticorpi neutralizzanti contro il Covid in oltre il 90% dei partecipanti allo studio al giorno 29 e il 100% dei partecipanti al giorno 57. Questi anticorpi neutralizzanti sono rimasti stabili fino al giorno 71, attualmente l’ultimo timepoint disponibile in questo studio in corso, in tutti i partecipanti di età compresa tra 18 e 55 anni.

I dati sulla durata delle risposte immunitarie nei partecipanti allo studio di età superiore ai 65 anni saranno disponibili a fine gennaio ed è previsto un follow-up a lungo termine fino a un anno.

La società farmaceutica americana prevede di annunciare i dati di Fase 3 alla fine di gennaio 2021, ma bisognerà stare a vedere. Se il vaccino monodose si dimostra sicuro ed efficace, il colosso Usa prevede di presentare una domanda di autorizzazione all’uso di emergenza con la Food and Drug Administration degli Stati Uniti poco dopo, con altre applicazioni normative in tutto il mondo da presentare successivamente.

Le reazioni al vaccino Johnson & Johnson

Le reazioni al sito di iniezione e sistemiche alle vaccinazioni si sono verificate il giorno dell’immunizzazione o il giorno successivo e generalmente si sono risolte entro 24 ore. Gli eventi avversi più frequenti che si sono verificati – effetti collaterali da lievi a moderati tipicamente associati alle vaccinazioni – sono stati affaticamento, mal di testa, mialgia e dolore al sito di iniezione. La reattività era più bassa nel gruppo di età più avanzata.

Sono stati segnalati cinque eventi avversi gravi in seguito al vaccino, ma quattro non riconducibii ad esso: un partecipante ha avuto una febbre associata alla vaccinazione, e si è ripreso entro 12 ore. Gli altri quattro casi sono stati confermati dai ricercatori dello studio come non correlati al candidato vaccino.