Bere l’acqua dei fagioli azuki, ottimo rimedio per depurare l’organismo

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I fagioli, ormai lo abbiamo capito, sono un concentrato di salute e benessere, in ogni loro forma : stavolta vi parliamo dei benefici dei fagioli azuki, considerati dai giapponesi i “re dei fagioli”.

In Italia questi fagioli, che esistono sia nella varietà rossa che verde, sono poco conosciuti e poco consumati, anche se è possibile trovarli nei supermercati più forniti o nei negozi di cibo esotico. Un vero peccato, perchè i fagioli azuki hanno grandi capacità depurative e detossinanti e sono soprattutto amici dei reni.

I fagioli azuki favoriscono la diuresi e l’eliminazione di scorie e tossine, inoltre sono in grado di attivare la produzione di un importante enzima epatico: sono ricchi di sali minerali, potassio, acido folico, vitamine del gruppo B, fitoestrogeni e isoflavonoidi. Questo mix rende i fagioli azuki molto importanti anche per proteggere il sistema nervoso e il cuore.

I fagioli azuki sono così ricchi di sostanze nutritive che anche la loro acqua di cottura è una bevanda detossinante, che in periodi in cui ci si vuole depurare profondamente può essere assunta a temperatura ambiente per 4 o 5 giorni di seguito, nella quantità di un normale bicchiere da cucina.

Questo particolare tipo di fagiolo è una straordinaria fonte di proteine ed è consigliato per le diete vegetariane e vegane ma anche in gravidanza, in quanto è ricco di acido folico e molto digeribile.

Con i fagioli di soia (azuki)ti proteggi dal cancro al seno

I fagioli di soia (azuki) contengono preziosi agenti antiossidanti (gli isoflavoni) in percentuale maggiore rispetto ad altri legumi: sono molecole capaci di influenzare i processi legati alla crescita incontrollata di cellule tumorali, soprattutto ormonodipendenti (come nei tumori al seno e alla prostata). La quantità consigliata giornaliera di fagioli per sfruttarne l’effetto antitumorale è di 50 g. Gli azuki si trovano facilmente nei negozi di alimentazione naturale. Attenzione però: la maggioranza della soia in commercio è transgenica; bisogna accertarsi che non si tratti di soia modificata geneticamente.