Consultazioni, il M5S compatto da Mattarella: “Conte premier”

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L’ultima delegazione a essere salita al Quirinale per le consultazioni con il presidente Sergio Mattarella è stata quella del Movimento 5 Stelle, guidata dal capo politico Vito Crimi. Quest’ultimo, dopo l’incontro col presidente della Repubblica, ha rilasciato una dichiarazione spiegando le richieste avanzate dal Movimento a Mattarella.

Consultazioni, il M5S compatto a Mattarella: “Conte o voto”

“Al presidente Mattarella – ha spiegato Vito Crimi – abbiamo reso la nostra disponibilità ad un confronto con chi ha a cuore l’interesse del Paese, per un governo politico a partire dalle forze di maggioranza attuali, ma con un patto di legislatura”.

“L’unica persona in grado di presiedere questo governo – ha sottolineato – per il M5S è Giuseppe Conte“. Crimi ha poi aggiunto come l’Italia “non può aspettare”, che “non è accettabile perdere tempo” e che il Paese “deve avere un governo nel più breve tempo possibile per adottare ogni misura utile e necessaria“.

La richiesta del M5S è quindi quella di un patto di legislatura “chiaro, davanti ai cittadini, affrontato con lealtà. L’unica persona in grado di condurre con serietà ed efficacia il Paese in questa fase particolarmente complessa è Giuseppe Conte“.

Consultazioni, Vito Crimi legge un sms dopo l’incontro con Mattarella

Dopo l’incontro con Sergio Mattarella, il capo politico del Movimento 5 Stelle ha esordito citando un messaggio inviatogli da un sindaco: “Ciao Vito – ha letto – come sindaco di un piccolo comune di montagna, per giunta terremotato, fatico a capire cosa sta accadendo. Non meritiamo quello che stiamo vivendo, c’è bisogno di stabilità, di rimboccarci le maniche e lavorare, ci vuole un nuovo corso”. “Solo lavorando seriamente potremo rialzarci – ha proseguito -: c’è un’Italia piena di energia che vuole lavorare”.

L’immediato commento di Alessandro Di Battista su facebook

Prendo atto che oggi la linea è cambiata. Io non ho cambiato opinione. Tornare a sedersi con Renzi significa commettere un grande errore politico e direi storico. Significa rimettersi nelle mani di un “accoltellatore” professionista che, sentendosi addirittura più potente di prima, aumenterà il numero di coltellate. Ed ogni coltellata sarà un veto, un ostacolo al programma del Movimento e un tentativo di indirizzare i fondi del recovery verso le lobbies che da sempre rappresenta. L’ho sempre pensato e lo penso anche adesso. Se il Movimento dovesse tornare alla linea precedente io ci sono. Altrimenti arrivederci e grazie, conclude Di Battista.