Conte alla Camera scarica Italia Viva e fa un appello: ecco le sue parole

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Per il premier Giuseppe Conte è l’ora della verità, dopo la rottura con Matteo Renzi. Il presidente del Consiglio è intervenuto alla Camera per tentare di rilanciare la sua azione di governo. Domani sarà la volta del Senato. L’appello di Conte è ai “responsabili”, mentre Pd e M5s chiudono all’ipotesi di riportare Italia Viva nella maggioranza.

Entrando a Palazzo Chigi dall’ingresso posteriore, il premier Conte ha dichiarato a ‘Fanpage’: “Se ho fiducia nei parlamentari? Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese”.

Ai microfoni del ‘Tg2’ ha aggiunto: “La situazione non è affatto semplice, c’è una crisi. Speriamo di uscirne rapidamente”.

L’intervento di Conte alla Camera dei Deputati

L’intervento del premier Giuseppe Conte alla Camera dei Deputati è iniziato alle 12,13. Le sue parole: “All’inizio di questa esperienza di governo, nel 2019, prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese. Precisai che il programma non poteva risolversi in una mera elencazione di proposte eterogenee o una sterile sommatoria delle posizioni delle forze di maggioranza. Un’alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture di diversa estrazione e che in passato si erano confrontate con asprezza, poteva nascere solo su due discriminanti. Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del Paese”.

Ancora Conte: “Fin dall’inizio mi sono adoperato perché si delineasse la prospettiva di un disegno riformatore, ampio e coraggioso” per “configurare una nuova stagione riformatrice” basata sulla “sostenibilità, sulla coesione sociale e territoriale, sul pieno sviluppo della persona umana. E ancora oggi “c’è una visione”.

Conte ha poi detto: “In questi mesi drammatici” della pandemia da Covid “questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, raggiungendo convergenza di vedute, risolutezza di azione anche nei momenti più difficili. Agli inizi 2020 il progetto del governo si è dovuto misurare con la pandemia che ha sconvolto in profondità la società e la dinamica stessa delle nostre relazioni. Affrontiamo una sfida di portata epocale, si vivono paure primordiali, più spesso conosciute da generazioni del passato. Torniamo a sentirci profondamente fragili, alcune certezze radicate sono state poste in discussione. Ci siamo misurati quotidianamente come mai in passato con scienza e tecniche, con la difficoltà a fornire risposte efficaci e rapide”.

Nel corso del suo intervento il premier ha anche affermato: “Abbiamo operato sempre scelte migliori? Ciascuno esprimerà le proprie valutazioni. Per parte mia posso dire che il governo ha operato con massimo scrupolo e attenzione per i delicati bilanciamenti anche costituzionali. Se io oggi posso parlare a nome di tutto il governo a testa alta non è per l’arroganza di chi ritiene di non aver commesso errori ma è per la consapevolezza di chi ha operato con tutte le energie fisiche e psichiche per la comunità nazionale”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha poi riepilogato le iniziative adottate dal governo negli ultimi mesi.

Conte ha dichiarato poi alla Camera: “Non avremmo potuto realizzare tutto questo se non ci fossero state condivisione, collaborazione, responsabilità, in ciascuna forza politica”.

Il premier ha aggiunto che è stato “fondamentale anche il senso di responsabilità delle forze di opposizione che, pur nella dialettica della politica, hanno contribuito ad affrontare dei passaggi critici. Bisogna darne atto. Avete avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”.

Ancora Conte: “Proprio nei momenti più critici del Paese dobbiamo trovare le ragioni più nobili e alte della politica”, come “servizio per i bisogni della comunità nazionale” e non come “logica di potere. Alla società che sta uscendo con difficoltà dalla pandemia non possiamo offrire risposte mediocri. Il governo deve essere all’altezza di questo compito”.

L’attacco di Conte a Italia Viva: “Il 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Si è aperta una crisi che deve trovare qui in questa sede il proprio chiarimento in trasparenza del confronto e linearità di azione che hanno caratterizzato il mio mandato”.

Ancora il premier: “Le nostre energie dovrebbero essere tutte, sempre concentrate sulla crisi del Paese. Così, agli occhi dei cittadini, appaiono dissipate in contributi polemici, spesso sterili, del tutto incomprensibili. Rischiamo così tutti di perdere contatto con la realtà. C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No“.

Conte ha ammesso di avvertire “un certo disagio”. E ha aggiunto: “Sono qui oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso non trovo alcun plausibile fondamento”.

L’intervento del presidente del Consiglio è proseguito così: “Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, rischia di produrre danni notevoli e non solo perché ha fatto salire lo spread ma ancor più perché ha attirato l’attenzione dei media internazionali e delle cancellerie straniere. Diciamolo con franchezza, non si può cancellare quello che è accaduto“, facendo riferimento alla fiducia tra le forze alleate come “condizioni imprescindibile” per guidare il Paese. “Si volta pagina” ha annunciato Conte.

Sempre a proposito di Italia Viva, Conte ha ammesso il “chiaro contributo al miglioramento della bozza originaria” del Recovery plan, aggiungendo però che “c’è stata un’astensione motivata principalmente per il fatto che la bozza non contempla le risorse del Mes, che però nulla ha a che vedere con il Recovery Fund”.

Nel corso del suo intervento Conte ha annunciato: “Il governo, chiaramente nel rispetto delle determinazioni delle forze parlamentari, si impegnerà a promuovere una riforma elettorale proporzionale, quanto più possibile condivisa, che possa coniugare le ragioni del pluralismo con l’esigenza di assicurare stabilità al sistema politica”.

Per le sfide che attendono l’Italia, secondo Conte, servono “la massima coesione possibile, il più ampio consenso in Parlamento. Servono un governo e forze parlamentari volenterose, consapevoli della delicatezza dei compiti, capaci di sfuggire gli egoismi e l’utile personale“.

Conte ha aggiunto: “Questa alleanza può già contare su una solida base di dialogo alimentata da M5s, Pd, Leu, che sta mostrando la saldezza del suo ancoraggio e l’ampiezza del suo respiro. Sarebbe un arricchimento di questa alleanza poter acquisire contributo politico di formazioni che si collocano nella più alta tradizione europeista: liberale, popolare, socialista”.

Conte ha annunciato: “Viste le nuove sfide e anche gli impegni internazionali, non intendo mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia”.

L’appello di Conte: “Aiutateci a rimarginare la crisi in atto. Cari cittadini, la fiducia deve essere reciproca, deve essere un qualcosa che si alimenta in maniera biunivoca. Avete offerto una risposta di grande responsabilità, state dimostrando di riporre grande fiducia nelle istituzioni. Confido che con il voto di oggi anche le istituzioni sappiano ripagare questa fiducia” riparando “il grave gesto di irresponsabilità” che ha prodotto questa crisi.

La chiosa finale: “Costruiamo un governo aperto a tutti coloro che hanno a cuore il destino dell’Italia”.

Le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’Aula della Camera sono durate circa 55 minuti e sono state accolte con quattordici applausi della maggioranza. Di questi, solo uno è stato condiviso da alcuni deputati di Italia Viva: quello relativo all’annuncio della prossima nomina di una Autorità delegata per i Servizi segreti.

Camera e Senato: rebus numeri. La situazione

Durante il vertice di maggioranza è emerso che Conte dovrebbe ottenere la fiducia alla Camera ma la vera sfida sarà quella di domani in Senato.

Infatti, a Montecitorio il plenum è 629 e la maggioranza assoluta è 315. L’esecutivo dovrebbe godere di 320 voti, ma potrebbe fermarsi a una soglia più bassa per via delle quarantene e le malattie in seguito al Covid-19 e quarantene. A Palazzo Madama, invece, la certezza è di avere a disposizione 151 voti. In questo scenario, si resta sotto la maggioranza assoluta, a 158.

Crisi di governo, la posizione di Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini, come riporta Ansa, ha affermato: “Oggi il problema per molte famiglie il problema è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perché Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo. Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia”.

Di Maio: “Maggioranza assoluta specchietto di allodole”

In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiarito la sua posizione: “Quello della maggioranza assoluta è un giochino di Renzi per costruire uno specchietto per le allodole. La maggioranza assoluta serve per lo scostamento di bilancio e per pochissimi altri atti. E quando servirà ce l’avremo”.

“Trovo folle pensare ad elezioni nel mezzo di una pandemia – ha spiegato – ma voglio chiarire subito che tra governi stiracchiati, governicchi e governissimi allora meglio il voto“.

Renzi e la parziale apertura a Conte: “Da noi nessun veto”

“Se rientreremmo in un governo Conte? Lui ha detto di no, noi non avevamo nessun veto”. Matteo Renzi ha parlato così della crisi di governo, ospite di Lucia Annunziata a ‘Mezz’ora in più’. “Il tentativo di buttare tutta questa crisi di governo su di me, sui miei rapporti col Pd, sui miei rapporti col premier sta diventando imbarazzante. Non abbiamo fatto una battaglia con Conte, con il Pd, con il M5S. Abbiamo detto ‘su questi temi possiamo cambiare?’. Davanti a questa richiesta, i nostri amici e compagni di strada hanno fatto spallucce. Sono sei mesi che continuiamo a chiedere ‘lo prendiamo il Mes?’. L’Italia se perde