Covid Italia, ecco cosa cambia da lunedì: Le regioni a rischio

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Oggi e domani zona gialla ‘rinforzata’, il 9 e 10 arancione, da lunedì potrebbe cambiare tutto. Fino a domenica 10 gennaio, infatti, varranno le stesse regole per tutta Italia, seppur diverse giorno per giorno, mentre da lunedì si ritornerà alle zone di colore, che cambieranno in ogni regione dopo il nuovo monitoraggio. Domani si conosceranno le decisioni del ministro della Salute Roberto Speranza in base ai dati del contagio che attribuiranno i colori alle regioni (rosso, arancione e giallo).

I nuovi parametri

I parametri di valutazione cambieranno in senso più restrittivo: per passare da giallo ad arancione ci vorrà un indice di contagio Rt di 1 (prima era 1,25) e per la zona rossa Rt a 1,25 e non più a 1,50.  Con Rt a 1 si entra in arancione dove gli spostamenti sono liberi dalle 5 alle 22, ma non si può uscire dal Comune di residenza, i bar e i ristoranti sono chiusi, i negozi aperti. Con l’Rt a 1,25 si va invece in fascia rossa: spostamenti vietati se non “per comprovate esigenze” e negozi chiusi, anche se la lista delle deroghe è lunghissima e lascia fuori soltanto chi vende abbigliamento, calzature, gioielli.

Il governo ha lavorato a un nuovo decreto, un “provvedimento ponte” che condurrà fino allo scadere dell’ultimo Dpcm, cioè il 15 gennaio. Poi nella gestione della pandemia da coronavirus e della libertà di movimento degli italiani ci vorranno nuove disposizioni del governo. Fino alla scadenza dello stato d’emergenza il 31 gennaio, che potrà essere rinnovato ancora per sei mesi per arrivare al 31 luglio.

Da lunedì 11 a venerdì 15 gennaio si entra in una fase al momento senza certezze, dipenderà dalla divisione in fasce di colore. Saranno in ogni caso vietati gli spostamenti tra regioni, anche gialle. Come riferisce l’Ansa, nelle zone rosse la deroga agli spostamenti per due persone per andare a trovare amici o familiari è limitata al comune e non più alla regione come nelle feste di Natale.

Cosa potrebbe succedere da lunedì: le regioni a rischio

Emilia-Romagna e Lazio. “Viaggiamo con un Rt medio di 1.05 e siamo ipoteticamente in fascia arancione”, spiega, come riporta Corriere, l’assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna Raffaele Donini. Il suo collega del Lazio Alessio D’Amato parla di “peggioramento della curva per cui occorre massimo rigore e cautela”. Rt sotto l’1 ma di pochissimo e per questo potrebbe arrivare domani il passaggio in arancione.

Lombardia e Veneto

Secondo il monitoraggio della scorsa settimana la Lombardia aveva Rt pari a 1. Peggio il Veneto con Rt a 1,07 che faceva prevedere un passaggio in arancione o addirittura in rosso di fronte a un peggioramento. L’Istituto superiore di sanità aveva evidenziato come “tre regioni (Veneto, Liguria, Calabria) hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel valore inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2, altre 3 (Basilicata, Lombardia e Puglia) lo superano nel valore medio, e altre tre lo sfiorano (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche)”.

Liguria e Puglia

Il governatore della Liguria Giovanni Toti ha comunicato che l’indice nella sua regione “è a 0,95 quindi in discesa, sicuramente non saremo zona rossa ma potremmo essere zona arancione solo per gli ulteriori parametri restrittivi”. Situazione simile per la Puglia. Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Campania, dovrebbero, quasi certamente, essere in fascia gialla così come il Molise.