Covid, Zaia: “In Veneto curva impazzita a causa della variante inglese e altre due varianti autoctone

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Nelle ultime settimane il Veneto è stata la regione più colpita dal Corvid e, secondo il suo governatore Luca Zaia, il “fattore X” che ha scatenato questa impennata nella curva epidemiologica può essere “la variante inglese molto più contagiosa” e altre due varianti autoctone.

“Il virus non è più lo stesso di marzo. Nella mia regione i genetisti dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie hanno scoperto otto mutazioni“, ha spiegato oggi il presidente della Regione in un’intervista a Repubblica in cui sottolinea però che “da quattro giorni per fortuna stiamo vedendo diminuire il numero dei malati”.

Ma non solo. Secondo Zaia infatti “è cambiato il clima”. “Nella prima fase avevamo tutti paura di morire, ora il virus è diventato per certi versi più familiare, la guardia si è abbassata“, aggiunge il governatore che però ci tiene a ribadire che “il sistema sanitario veneto sta rispondendo bene”.

“Non c’è un solo paziente Covid lasciato a terra pur continuando a curare gli altri settemila ricoverati per altre malattie – continua il governatore leghista -. Quest’anno abbiamo registrato il record di operazioni di trapianto, continua l’immigrazione sanitaria intraregionale e siamo i primi in Italia per capacità di vaccinazione”.

“Un 30-40 per cento in più rispetto ai picchi di marzo, il valore così alto dell’incidenza, 972 positivi per 100 mila abitanti, dipende dal numero di test molecolari. Ci sono regioni che ne fanno 400 al giorno e trovano 40 positivi. Noi ne facciamo in media 20 mila” ha aggiunto Zaia. “Il sistema sanitario veneto sta rispondendo bene, non c’è un solo paziente Covid lasciato a terra pur continuando a curare gli altri 7mila ricoverati per altre malattie. Ribadisco il concetto: siamo ancora un modello“.