Covid, zona bianca: la paura di Massimo Galli

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Da una parte il numero dei contagi, dall’altra quello dei vaccinati: due dati che si intrecciano giorno dopo giorno su una linea che porta all’immunità di gregge. Il problema, stando alle parole dell’infettivologo e primario del Sacco, Massimo Galli, è che ancora non si conoscono con precisione i numeri che permetterebbero a un Paese di raggiungere questa immunità. Lo ha spiegato ai microfoni di Agorà, su Rai 3, parlando anche di zona bianca e di scuola.

Covid, come raggiungere l’immunità di gregge: parla Massimo Galli

Massimo Galli ha dichiarato che al momento non conosciamo i numeri necessari per raggiungere l’immunità di gregge “perché non c’è ancora stato nessun posto al mondo dove è stato raggiunto questo obiettivo“.

“Per riuscire ad avere una situazione tranquilla – ha aggiunto – dovremmo avere una campagna vaccinazione di grande efficacia a livello mondiale, che forse non si potrà ottenere mai“. L’obiettivo a corto raggio è quindi “limitarsi ad avere una sicurezza italiana ed europea”. Secondo Galli si potranno capire le tempistiche a marzo, quando ci sarà una situazione più chiara e delineata in termini di curva dei contagi e di vaccini somministrati.

Galli sulla zona bianca: “Al momento è illusoria”

Massimo Galli ha parlato anche di zona bianca, che ha definito “un discorso al momento un po’ illusorio”.

Secondo l’esperto, l’Italia “non è un Paese he fa pagare dazio se vai da un Comune a un altro. Non devi avere un documento che ti consente di attraversare dei territori”, per questo motivo la zona bianca “non può funzionare pensando di avere aree tranquille in cui quelle tutte attorno sono problematiche“.

“Il virus – ha aggiunto – si muove con le persone: è necessario limitarne gli spostamenti per fermarlo”.

Riapertura delle scuole, cosa pensa Galli

Per quel che riguarda le scuole, Galli ha detto che “la situazione impone un’attenzione per quanto riguarda il personale delle scuole, docente e non docente, in particolare quello delle elementari e delle materne dove i bambini non possono stare con la mascherina“.

Galli ha ricordato che al momento “non abbiamo un vaccino al di sotto dei 16 anni di età. Penso che ci si voglia dimenticare sempre che bambini e giovani sono un importantissimo osservatorio, un ambito dove il contagio si diffonde”. C’è che trova contraddizioni nel vedere i bar aperti e le scuole chiuse, “ma l’ambito scuola – ha concluso Galli – per quel che succede prima, durante e dopo le lezioni, soprattutto alla materna e alla primaria, sono un ambito epidemiologicamente rilevante”.