Covid, zone gialle: la previsione e l’avvertimento degli esperti

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Da lunedì 1° febbraio la maggior parte dell’Italia si ritroverà in zona gialla per effetto delle ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza, basate su un diffuso miglioramento della situazione epidemiologica del Paese. A parte Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano che rimarranno in zona arancione, nelle altre Regioni si tornerà a circolare più liberamente e molte attività riapriranno. Circostanze che, da Galli a Garattini, preoccupano molti scienziati.

Covid, i timori degli scienziati sulla zona gialla: i timori di Galli

A manifestare la sua preoccupazione al’Adnkronos è il responsabile del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli. “Il cambio di colore non può e non deve essere ‘tana libera tutti’. Stiamo andando meglio, ma non tanto meglio da accantonare la prudenza: serve essere molto cauti” raccomanda il professore che sottolinea “siamo ancora tra ‘color che son sospesi’. L’epidemia ancora morde”. “Siamo in equilibro precario – ha spiegato ancora Galli – ma il problema non è risolto. E se facciamo ciò che abbiamo fatto prima di Natale, siamo di nuovo punto e daccapo. Questo oltre tutto in un contesto internazionale assolutamente preoccupante e nell’emergere di una serie di nuove varianti la cui affermazione potrebbe causare scenari difficili da controllare.”

Covid, i timori degli scienziati sulla zona gialla: le raccomandazioni di Bassetti

Della stessa opinione Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie infettive all’Università di Genova e primario dell’ospedale San Martino: “Se gli italiani non sfruttano questa occasione per dimostrare che hanno imparato a comportarsi in maniera diligente è veramente la volta che si meritano il lockdown“ ha detto in un’intervista alla Stampa. “Se la zona gialla sarà un happy hour si creeranno nuovi focolai e torneremo presto in rosso” è l’avvertimento dell’infettivologo che ribadisce: “Non è un liberi tutti, ma l’occasione di provare a convivere veramente col virus grazie a distanze, mascherine, gel, divieti di assembramenti e bar e ristoranti chiusi la sera”.

Covid, i timori degli scienziati sulla zona gialla: le critiche di Lopalco

Come riporta il Corriere ancora più fiscale è Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia, che reputa le decisioni del ministero della Salute uno sbaglio: “Le misure di un’Italia quasi tutta “gialla”, in pieno inverno e con questo livello di circolazione virale, non sono sufficienti. Io credo che in questo momento stiamo facendo un errore ad allentare la presa“. Nonostante conceda al governo “le buone intenzioni di mantenere una certa fermezza, aumentando per esempio le soglie per passare da un colore all’altro”.

Covid, i timori degli scienziati sulla zona gialla: l’appello di Garattini

Interpellato da Il Fatto Quotidiano, il professor Silvio Garattini, presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, evidenzia la necessità ora più che mai di cautela nei comportamenti per evitare la diffusione del contagio e l’esigenza di accelerare con la campagna vaccinale, con il ricorso a “uno sforzo europeo, chiamando a raccolta tutte le fabbriche in grado di produrre e riconvertendone altre, per avere più dosi possibili dei vaccini di Pfizer e Moderna, di gran lunga i due migliori fin qui per efficacia e sicurezza” in modo da “chiudere così la partita contro l’insidioso coronavirus SarsCov2”.