Crisi di governo, Conte: le anticipazioni del discorso

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Ore decisive per il governo: oggi  alla Camera e domani al Senato, il premier Giuseppe Conte farà un appello e cercherà di incassare il voto di fiducia per andare avanti. Il suo discorso, anticipato da Repubblica, non sarà un attacco a Matteo Renzi ma un tentativo di rassicurare chi vuole costruire un gruppo “centrista, cattolico, liberale” così da evitare che l’Italia vada a Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Conte parla alla Camera, le anticipazioni del discorso

Scritto nella giornata di ieri, l’appello di Conte è pronto. Secondo le anticipazioni, Conte chiederà di credere nel governo, nonostante “qualche errore sia stato commesso”. L’invocazione sarà di fidarsi del premier in carica e dell’esecutivo, che ha affrontato e dovrà affrontare “sfide enormi”.

Conte chiederà “unità” per blindare la scelta “europeista” e anti-sovranista ed evitare quindi di consegnare il Paese al leader della Lega Matteo Salvini e al capo politico di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Il premier, poi, non parlerà di un suo partito ma non ha intenzione di chiudere del tutto all’idea, precisando la sua intenzione di impegnarsi per strutturare questa “area” di cui “il Paese ha bisogno”.

Camera e Senato, i numeri di Conte

Il governo, secondo quanto è emerso dal vertice di maggioranza, dovrebbe ottenere la fiducia alla Camera ma la vera sfida sarà quella di domani in Senato.

A Montecitorio, infatti, dove il plenum è 629, la maggioranza assoluta è 315. L’esecutivo godrà di 320 voti, ma potrebbe fermarsi a una soglia più bassa per via del Covid-19 e quarantene. A Palazzo Madama, invece, la certezza è di avere a disposizione 151 voti, inclusi i senatori a vita Liliana Segre e Mario Monti, non ci sarà invece Renzo Piano.

In questo scenario, si resta sotto la maggioranza assoluta, a 158. Tuttavia, se il centrodestra si ferma a 134 voti anche 154 sì basterebbero a rendere Iv ininfluente.

Crisi di governo, segnali di apertura da Renzi

Intanto, Pd e M5s chiudono all’ipotesi di riportare Italia Viva nella maggioranza. Matteo Renzi, dallo studio di “Non è l’Arena” su La7, ieri sera ha lanciato segnali di apertura e si è detto pronto a discutere “con Conte, Zingaretti, con chiunque, purché si mettano al centro le cose da fare”.

“Non vedo elezioni anticipate – ha aggiunto Renzi – perché la maggioranza è possibile. Questo rende incomprensibile l’arrocco di Conte: se ha i numeri ha fatto scacco matto, ma se non ce li ha è un arrocco”.