Crisi di governo, Conte pone la fiducia: ecco il suo annuncio

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ANGELO CARCONI

Pongo la questione di fiducia sull”approvazione della risoluzione di maggioranza” di Pd, M5S e Leu. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella replica in Aula alla Camera dopo le comunicazioni di questa mattina.  Conclusa la replica del premier sono cominciate le dichiarazioni di voto in vista della fiducia al governo previsto alla Camera.

Crisi di governo, Conte pone la fiducia: il suo intervento

Dopo le comunicazioni della mattina alla Camera e le reazioni di diversi deputati, il premier Giuseppe Conte è tornato in Aula (dopo la sanificazione) per le sue repliche.

“Il mio è un appello molto chiaro e nitido – ha esordito -: c’è un progetto politico ben preciso e articolato che mira a rendere il Paese più moderno e a completare tante riforme e interventi già messi in cantiere”.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto che “dalle scelte che ciascuno in questa ora grave deciderà di compiere dipende il futuro del Paese. Siamo chiamati a costruirlo insieme: è un appello trasparente, alla luce del sole e chiaro, che propongo nella sede più istituzionale e rappresentativa del Parlamento”.

Il premier ha sottolineato che “oggi abbiamo una società che rischia di uscire da questa pandemia con forti diseguaglianze di genere, territoriali e generazionali”.

“Non bisogna avere timori e timidezze quando si ragiona con sguardo chiaro. Ho rivolto un appello a tutte le forze ma anche ai singoli parlamentari – ha detto -: chi si riconosce in questo progetto può dare un contributo”.

Discorso di Conte il passaggio sugli Stati Uniti: “Ho telefonato a Biden”

Durante le sue repliche, Giuseppe Conte ha accennato anche agli Stati Uniti: “C’è un altro elemento che rafforza il nostro progetto – ha detto – e cioè il fatto che guardiamo con grande speranza alla presidenza Biden“.

“Ho avuto con lui una lunga, calorosa telefonata – ha spiegato – e siamo rimasti che ci aggiorneremo presto in vista del G20. L’agenda della nuova amministrazione Usa è la nostra agenda”.

Infine, un passaggio su quanto successo il 6 gennaio a Capitol Hill: “Siamo consci che le nostre democrazie vanno difese con i fatti e con le parole, e noi leader abbiamo un compito: non ci possiamo permettere, come successo negli Stati Uniti, di alimentare la tensione”.