Crisi di governo, le parole di Renzi al Senato

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Dopo la fiducia incassata alla Camera, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è chiamato alla prova al Senato, dove i numeri sono più incerti. In mattinata il premier è intervenuto in Aula per riferire sulla crisi di governo. Nel suo discorso Conte ha ricordato il lavoro svolto finora dall’esecutivo e illustrato la sua visione sul futuro dell’azione di governo, riproponendo quanto detto alla Camera.

Dopo l’intervento di Conte via alla discussione generale, con 45 senatori iscritti a parlare. Tra loro anche Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che ha di fatto avviato la crisi di governo creando la spaccatura nella maggioranza.

Renzi al Senato, parla il leader di Italia viva

“Quando una storia volge al termine vale la pena chiarirsi su tutto affinché nulla rimanga in sospeso” dice così al Senato il leader di Italia viva rivolto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

“Questo luogo esige e merita rispetto, la sua valutazione signor presidente rispetto al fatto che questa crisi è incomprensibile, mi impone di guardarla negli occhi e di dirle cosa ha portato tutti noi ad allontanarci dal governo” è l’inizio dell’intervento di Matteo Renzi, parlando verso i banchi del governo.

Così il leader di Iv spiegando i motivi della crisi aperta dal suo partito nel discorso in Aula prima del voto di fiducia. “Noi pensiamo che il suo non sia il governo più bello del mondo, il governo migliore del mondo. Pensiamo che per la tragedia in corso ci sia bisogno di un governo più forte, ha aggiunto Renzi. “Non basta la narrazione del ‘gli altri Paesi ci copiano, siamo un modello‘”. “Lei ha avuto paura di salire al Quirinale, signor Presidente, perché ha scelto un arrocco che temo sia dannoso per le istituzione” ha continuato il senatore.

“Non faccia torto alla sua intelligenza, sono mesi che le chiediamo una svolta”, ha aggiunto Renzi. “La crisi istituzionale non è aperta ma l’Italia vive una crisi sanitaria ed economica“, spiega Renzi sottolineando come l’Italia sia il Paese con il “più alto numero di morti di Covid in rapporto alla popolazione”. “Sono mesi che chiediamo una svolta, non è vero che siamo stati irresponsabili, siamo stati fin troppo pazienti. Questo è un “kairos”, un momento opportuno, ora o mai più si può fare una discussione”, ha detto ancora Renzi.

“C’è bisogno di dirci le cose in faccia, in modo tranquillo. Non è il momento della crisi? Questo è un momento opportuno, ora o mai più si può fare la discussione. Ora ci giochiamo il futuro, non fra sei mesi. Ora o mai più perché c’è un nuovo presidente degli Stati Uniti” ha chiarito ancora rispondendo alle tante critiche ricevute sulle tempistiche. “Ora o mai più perché qualche giorno fa sono stati fatti degli accordi impressionanti in medio Oriente. Ora o mai più perché Merkel e Macron hanno siglato accordi con la Cina mentre noi siamo rimasti a guardare”, ha aggiunto Renzi. “Ora o mai più perché questo è l’anno del G20 in Italia. E, ancora: Ora o mia più pdr l’economia, abbiamo il 160 per cento di debito e i ragazzi pagheranno il conto più di altri di questa crisi. Ora o mai più per il Mes” ha detto Renzi.

“Lei è sempre stato cortese con me, quando ci siamo visti mi ha offerto un incarico agli esteri e io le ho detto gentilmente di no. La politica non è solo distribuzione degli incarichi” ha rivelato in Aula il senatore di Rignano. Il leader di Italia viva lancia poi la sfida al presidente Conte durante il suo intervento: “Lei può venire in Parlamento e trovare la maggioranza, vediamo se arriverà a 161. Ci sono stati dei momenti in cui questa maggioranza non è stata trovata. Se volete una chiacchiera astratta sui grandi temi, fatela, se volete dare risposte concrete agli italiani fate presto. Volete andare avanti con una maggioranza raccogliticcia? Bene, andate avanti, mi auguro sia maggioranza, raccogliticcia lo è di sicuro”.