Dieta con rape, se ti senti intossicato riscopri quest’ortaggio spazzino

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La rapa è un ortaggio conosciuto e utilizzato dall’uomo da millenni; poiché si conservano molto a lungo, la rapa e le sue cime (la prima è la radice delle seconde, che sono egualmente commestibili) sono sempre state una delle fonti di sopravvivenza primarie per i contadini di un tempo. Un cibo antico e alla portata di tutti dunque e per questo di larghissimo consumo.

Un’alimentazione ricca di frutta e verdura permette all’organismo umano di guadagnare in salute e longevità: tra le crucifere da valorizzare sulla nostra tavola non possono mancare le rape, versatili, saporite e ipocaloriche.

La radice di rapa, in passato considerata a torto alimento “povero”, racchiude in sé innumerevoli proprietà nutrizionali, pur avendo poco più di 30 calorie per porzione, cosa che la rende particolarmente indicata anche in regimi dietetici dimagranti.
La quota di fibre presenti contribuisce ad aumentare il senso di sazietà e favorisce il corretto funzionamento dell’intestino, mentre l’assenza di amidi evita che il consumo di questo ortaggio porti all’innalzamento dell’indice glicemico: una ricerca pubblicata su Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine ha inoltre evidenziato come la somministrazione di estratto di rapa ad animali da laboratorio abbia determinato un abbassamento del livello di zuccheri nel loro sangue e a una miglior risposta organica all’insulina, aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nel trattamento del diabete.

Le rape contengono anche il 30% della quantità giornaliera raccomandata di Vitamina C e altre preziose sostanze bioattive come l’arveleixina, sottoprodotto dei cosiddetti glucosinolati, composti vegetali con riconosciute proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che proteggono da ipertensione, artrite e diverse forme tumorali; gli isotiocianati, invece, hanno un comprovato effetto antibatterico, specie nei confronti di infezioni da Staphylococcus aureus ed Escherichia coli; gli antociani, infine, contrastano i radicali liberi, ritenuti responsabili di malattie cardiache e disturbi metabolici.

I risultati di altri studi condotti su queste radici hanno riscontrato che il loro consumo protegge il fegato, soprattutto grazie ai composti di zolfo che contengono: in alcune cavie con tossicità epatica nutrite con le rape si è potuta, infatti, dimostrare una riduzione sostanziale dei danni alla ghiandola e dei conseguenti sintomi di sofferenza.

Puoi consumarla sia cruda che cotta

Sia la rapa che le sue foglie (le cime di rapa) si possono gustare crude, in insalata, oppure cotte, in umido o sbollentate al vapore: vanno sempre condite a crudo con olio extravergine d’oliva.

Lessate le rape in acqua salata (per 5-6 minuti, che si riducono a 2 in pentola a pressione) e conditele con olio e limone, oppure cuocetele in una padella tagliate a fettine con poca acqua, un pizzico di sale marino integrale e un battuto di prezzemolo: sono una salutare alternativa alle patate fritte.

Il ragù vegetale contro il mal di stomaco

Fate lessare una manciata di cime di rapa fresche, scolatele e frullatele con un filo d’olio d’oliva e un cucchiaino di semi di sesamo e usate il sugo così ottenuto per condire il riso in bianco: previene gastrite e acidità.