Ecco come ridurre il girovita e tenere a bada la pressione

3191

Sovrappeso e pressione alta incidono significativamente sulla qualità della nostra vita, soprattutto per l’impatto che possono avere sul buon funzionamento dell’apparato cardiovascolare: i primi passi da fare per tenerli sotto controllo sono adottare alcune semplici regole a tavola e fare movimento ogni volta che è possibile.

Ridurre il girovita non è solo una questione estetica: l’accumulo di grasso viscerale è una vera e propria bomba ad orologeria che, se innescata da un prolungato stato ipertensivo, rischia di esplodere creando danni difficilmente riparabili. Per proteggere il cuore da rischi a breve e lungo termine possiamo aiutarci con regimi dietetici che prevedano il consumo di cibi ricchi di alcune importanti categorie di nutrienti: vitamine, minerali e altri composti vegetali antiossidanti come quelli contenuti negli agrumi, ad esempio, sono fondamentali per contrastare l’aumento della pressione sanguigna.

A dimostrarlo sono soprattutto studi giapponesi, come quello effettuato dalla Prefectural University di Hiroshima pubblicato nel 2014, che ha evidenziato come il consumo quotidiano di succo di limone, abbinato a a qualche sana camminata, si è rivelato impattante sulla regolarizzazione pressoria in un campione di 101 donne di mezza età.

L’incremento dell’assunzione dei cosiddetti “grassi buoni“, in particolare degli omega-3, è stato invece promosso da una ricerca della Marshall University: via libera quindi a salmone ed altri pesci che ne sono particolarmente ricchi, come tonno, sardine e aringhe.

Anche sali minerali come magnesio e potassio, o amminoacidi come l’arginina, contribuiscono fattivamente a tenere a bada la pressione sistolica: possiamo fare il pieno di questi elementi in grado di limitare lo stress vascolare mangiando i semi di zucca, senza dimenticare di considerare nella dieta un buon apporto di fibre derivanti dai legumi e di nitrati derivanti da spinaci e barbabietole. Si consiglia come sempre di consultare il proprio medico curante o il nutrizionista prima di apportare qualsiasi variazione al proprio regime dietetico.