Il vaccino italiano di Reithera funziona: ecco cosa sappiamo

74

Il vaccino italiano di ReiThera ha dato risultati “più che promettenti”, è “sicuro” e il 92,5% delle persone a cui è stato somministrato nella fase 1 ha sviluppato anticorpi dopo una sola dose.

Sul vaccino italiano anti-Covid, sperimentato all’Istituto Spallanzani di Roma, “oggi abbiamo i risultati sperati: questa partecipazione darà la possibilità ai cittadini italiani di accedere a un vaccino in modo sostenibile, sia per la popolazione da trattare che per la modalità di accesso”, ha sottolineato il direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini, intervenuto alla presentazione dei risultati della fase 1. In questa fase il vaccino “ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi”, ha detto ancora Ippolito specificando che “il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili” con una singola dose e che questi “sono coerenti con uno schema di somministrazione singola e verosimilmente potranno aumentare con altre dosi”.

A che punto sono gli studi clinici? Alla fine della Fase 1, stadio embrionale dell’iter, cioè quando il farmaco viene somministrato a poche decine di persone. “Lo studio di fase 2/3 potrebbe essere avviato già a gennaio e il tempo stimato per avere i primi risultati dipenderà dalla velocità di arruolamento dei volontari e dall’andamento dell’epidemia”, ha spiegato l’Ad di ReiThera.

Come è stata condotta la Fase 1? Sono stati arruolati 90 volontari sani in due coorti sequenziali (coorte di adulti e coorte di anziani). La coorte degli adulti con 45 soggetti sani di età compresa tra 18 e 55 anni. La coorte degli anziani con 45 soggetti sani di età compresa tra 65 e 85 anni. Entrambe le coorti sono definite per avere tre bracci di trattamento a tre dosi crescenti composti da 15 partecipanti ciascuno, per un totale di 6 gruppi.

Quali sono stati gli esiti della Fase 1? “Tutti i volontari sono arrivati alla fine della fase per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazione, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati”, ha spiegato il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito.

Quali tempistiche per le prossime fasi? “È difficile fare stime precise delle tempistiche”, ha detto ancora Antonella Folgori, amministratore delegato dell’azienda. La sperimentazione sull’uomo era partita lo scorso 24 agosto e per arrivare alla fine della Fase 3 potrebbero volerci altri sei mesi.

Chi sta sviluppando il vaccino? Il progetto è interamente italiano: è nato grazie a un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’IRCCS Spallanzani. È realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castel Romano.

Quali risorse sono state stanziate per lo sviluppo del vaccino? “Il Governo ha destinato risorse sufficienti per lo sviluppo successivo della sperimentazione di ReiThera – ha spiegato Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 nel nostro Paese – Tramite una società pubblica, l’esecutivo entrerà in ReiThera anche con una operazione di equity, e i contratti di sviluppo serviranno a finanziare la ricerca e una stabilizzazione incrementale della produzione”. Quante dosi verranno somministrate? Il vaccino italiano prevede un’unica somministrazione e si basa su un virus reso inoffensivo e incapace di moltiplicarsi, utilizzato come una navetta per trasportare nelle cellule l’informazione genetica che corrisponde alla proteina Spike.

Come funziona il vaccino Reithera? “Il vaccino è nato per poter essere usato in emergenza anche con una sola dose e tutte le dosi inducono la produzione di anticorpi neutralizzanti, quelli in grado di neutralizzare il virus. La produzione di anticorpi – ha spiegato Ippolito – è uguale nelle tre dosi di vaccino ReiThera sperimentate ed è comparabile alle persone che hanno avuto l’infezione naturale, ovvero i convalescenti”.