Matteo Renzi vola in Arabia dal principe. Il suo discorso

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“È un grande piacere e un grande onore essere qui con il grande principe Mohammed bin Salman“. E poi: “Ci sono le condizioni affinché l’Arabia possa diventare il luogo per un nuovo Rinascimento”. Queste le parole di Matteo Renzi davanti al principe ereditario saudita, durante un confronto organizzato dal “FII”, think tank del fondo sovrano saudita.

Rievocando come il Rinascimento sia nato a Firenze proprio dopo “la peste, una pandemia”, Renzi – che ha ricordato essere stato il sindaco del capoluogo toscano – ha sottolineato il ruolo chiave svolto in quell’epoca “dalle città, non dai Paesi”, alludendo al piano per Riad di Mohammed bin Salman, che punta sulla capitale per guidare la trasformazione economica del Paese. Renzi ha spiegato al principe di “essere geloso del costo del lavoro in Arabia”, fattore che ha favorito lo sviluppo.

Come riferisce l’Ansa, il faccia a faccia era stato registrato sabato a Riad, ma è stato trasmesso dagli organizzatori solo ieri. E Renzi, con le dimissioni di Conte, è stato costretto a rientrare in Italia di corsa. Sempre da quanto riporta l’Ansa, l’ex premier andrebbe spesso in Arabia per tenere delle conferenze.

Come riporta Il Fatto Quotidiano, l’entusiasmo del leader di Italia viva per il Paese arabo è senza confini: commentando le cifre degli investimenti in programma in Arabia Saudita, superiori al trilione di dollari, Renzi ha parlato di “numeri incredibili paragonati al debito pubblico italiano”. Poi ha rivolto al principe ereditario attestati di stima: “Penso che con la tua leadership e quella di re Salman il regno possa svolgere un ruolo cruciale e per me come ex sindaco è molto bello comprendere il ruolo delle città in questo progetto”. Giova ricordare che Renzi ha fatto cadere il governo perché definisce Conte “un vulnus per la democrazia“.

Ma non solo, Sempre da quanto riporta Il Fatto Quodidiano, il principe saudita si è vantato del basso costo del lavoro a Riad, Renzi ridendo ha risposto che “come italiano sono molto invidioso” e ha indicato “le grandi possibilità per i giovani sauditi nel campo dell’istruzione” nei prossimi 10 anni. Ora non è vero che il costo del lavoro in Arabia Saudita sia poi così basso. Secondo i dati del locale minsitero del Lavoro del 2014 lo stipendio medio mensile di un saudita è di 1.300 dollari. Diverse le cifre quando si parla di lavoratori stranieri, presenti soprattutto nel settore privato, dove sono il 76%: un dipendente non arabo guadagna circa 250 dollari, un quinto di uno autoctono.

Particolarmente discussa, sempre per i lavoratori stranieri il sistema della “kafala“, che dovrebbe essere allentato nei prossimi mesi: in Arabia i lavoratori stranieri, infatti, non possono cambiare azienda senza il permesso dello stesso datore di lavoro. Secondo l’ultimo rapporto di Amnesty international in Arabia le “autorità hanno concesso a centinaia di migliaia di cittadini stranieri il diritto di lavorare e di accedere all’istruzione e all’assistenza sanitaria, ma hanno arrestato ed espulso centinaia di migliaia di lavoratori migranti irregolari, che erano a rischio di abusi e altre forme di sfruttamento da parte dei loro datori di lavoro e di tortura quando erano sotto la custodia dello stato”. Ancora sul costo del lavoro magnificato da Renzi: a Riad le donne guadagnano 56% in meno dei maschi.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani Renzi siederebbe nel comitato consultivo del FII Institute, un organo statale del governo dell’Arabia Saudita, dal quale riceverebbe 80mila euro all’anno.