Moderna, via libera in Italia: ecco perché è diverso dal vaccino Pfizer

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FILE - In this March 16, 2020, file photo, Neal Browning receives a shot in the first-stage safety study clinical trial of a potential vaccine for COVID-19, the disease caused by the new coronavirus, at the Kaiser Permanente Washington Health Research Institute in Seattle. The vaccine by Cambridge, Massachusetts-based Moderna Inc., generated antibodies similar to those seen in people who have recovered from COVID-19 in a study of volunteers who were given either a low or medium dose. (AP Photo/Ted S. Warren, File)

L’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato il vaccino anti Covid prodotto da Moderna. Lo fa sapere la stessa Aifa sul sito, con una nota stampa. Il via libera arriva dopo l’autorizzazione condizionata al commercio dell’Agenzia europea del farmaco e della Commissione Ue. Si tratta del secondo vaccino il cui uso è stato autorizzato in Italia e nell’Unione Europea dopo quello prodotto da Pfizer e BioNTech.

Vaccino Moderna, via libera in Italia: le dichiarazioni dell’Aifa

Il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini ha fatto sapere: “Salutiamo con entusiasmo la possibilità di mettere a disposizione un secondo strumento per questa campagna vaccinale che sta raggiungendo ottimi risultati in Italia. Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo, con dati molto convincenti rispetto a tutte le popolazioni a rischio”.

Il presidente dell’Aifa Giorgio Palù ha dichiarato: “La scienza ci ha fornito in pochissimo tempo un’altra arma potentissima ed efficace che sicuramente potrà incidere da subito sulla salute dei soggetti più a rischio, ma anche limitare la circolazione del coronavirus se, come è auspicabile e come sta in affetti accadendo, l’adesione alla campagna vaccinale sarà convinta e sostenuta”.

Vaccino Moderna, via libera in Italia: autorizzato il 7 gennaio

Il vaccino Moderna è stato autorizzato per l’uso anche in Italia in seguito alla riunione della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco del 7 gennaio, in cui è stato analizzato il dossier dell’Unione europea e l’autorizzazione dell’Ema. L’Aifa sottolinea, come si legge nella nota sul sito dell’ente, che il rapporto tra rischi e benefici è particolarmente favorevole.

Rispetto al vaccino Comirnaty, nome commerciale di quello prodotto da Pfizer e BioNTech, i dati che riguardano la sicurezza e l’efficacia del vaccino Moderna appaiono per Aifa sostanzialmente sovrapponibili.

Vaccino Moderna, che differenze ci sono con quello Pfizer

Ci sono tuttavia alcune leggere differenze tra i due vaccini. La prima riguarda il target di popolazione che può sottoporsi alla profilassi. Il vaccino Moderna può essere inoculato a partire dai 18 anni di età, anziché dai 16 anni. Sono previste, come nel caso del concorrente, due somministrazioni, ma le dosi devono essere inoculate a una distanza di 28 giorni invece di 21.

L’immunità per il vaccino Moderna, sottolinea Aifa, è considerata pienamente acquisita dopo due settimane invece di una.

Ancora, nonostante entrambi i vaccini utilizzino la stessa tecnica dell’Rna messaggero, il vaccino della casa farmaceutica statunitense deve essere conservato a temperature comprese tra i -15° C e i -25°C, nonostante possa rimanere per 30 giorni a temperature tra i 2° C e gli 8° C in confezione integra. Le fiale multidose contengono 6,3 ml, circa 10 dosi di vaccino, e non è necessario diluirle. Il vaccino Moderna è quindi pronto all’uso. L’ad dell’azienda ha dichiarato che potrebbe garantire l’immunità per almeno due anni.