Muore di rabbia dopo il morso di un pipistrello

109

Un 60enne è morto di rabbia in Francia dopo essere stato morso o graffiato da un pipistrello che si nascondeva nel suo granaio. La conferma arriva dalle analisi realizzate ieri dall’Institut Pasteur. Secondo gli scienziati si tratta di un evento rarissimo, una prima assoluta nella Francia continentale.

La morte per encefalite di questo sessantenne, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, risale all’agosto 2019. Un partenariato tra l’ospedale parigino Necker e l’Istituto Pasteur, per l’identificazione delle cause di encefalite non documentate, ha condotto all’analisi genetica di campioni post mortem. Queste analisi hanno dimostrato che l’uomo ha contratto un lyssavirus, l’European Bat LyssaVirus di tipo 1 (EBLV-1), presente nei pipistrelli.

I pipistrelli e la rabbia

Alcune specie, diffuse in Sud-America, sono ematofaghe (ovvero si nutrono esclusivamente di sangue degli altri animali, a differenza degli insettivori che si nutrono di insetti); esistono poi delle specie di pipistrelli chiamati “frugivori”, generalmente di grandi dimensioni che popolano le regioni tropicali dell’Africa, Australia e Asia e si nutrono prevalentemente di vegetali ed in particolare di frutta ma possono divorare anche insetti.

Tuttavia i pipistrelli sono anche degli ospiti selvatici di una fra le più gravi zoonosi esistenti: la Rabbia; ciò vale soprattutto per i pipistrelli ematofagi , che possono trasmettere la malattia agli animali con notevole efficienza, data la lunga escrezione salivare del virus che precede l’insorgenza dei sintomi. Di pipistrelli ematofagi ne esistono comunque solamente 3 specie e sono presenti solo in America latina, dal Messico fino al Cile e al nord dell’ Argentina; delle tre specie, soltanto il “Desmotus Rotondus” (vampiro comune) è l’unico che, avendo la tendenza a mordere naturalmente per la propria sopravvivenza, attacca con frequenza grandi mammiferi come cavalli, vacche, suini, cervi, scimmie e raramente gli esseri umani, svolgendo quindi un ruolo fondamentale nel mantenimento del ciclo della rabbia.

Al contrario in Italia, così come in Europa, è presente una situazione epidemiologica diversa di rabbia nei pipistrelli insettivori, dove sono stati riscontrati due genotipi di lyssavirus diversi dal classico genotipo 1, chiamati European Bat Lyssavirus (EBLV) di tipo 1 e di tipo 2.