Nencini, voto al Var e possibile ministero: la sua precisazione

178

Tra i voti di fiducia inaspettati al governo Conte hanno suscitato scalpore le dichiarazioni in extremis, poi controllate inaugurando il Var al Senato, di Alfonso Ciampolillo e Riccardo Nencini. Quest’ultimo, in seguito alle numerose polemiche scaturite dal gesto dell’ultimo minuto, ha deciso di precisare la sua posizione con un post su Facebook.

“Sul mio voto al Senato – ha premesso il senatore del Partito Socialista – leggo interpretazioni sbagliate, sul voto sul filo di lana addirittura arzigogoli senza nessun fondamento. Voglio ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che mi sono stati vicino in giornate davvero complicate, anche chi ha espresso opinioni diverse. Abbraccio a tutti”.

Nencini ha poi spiegato la sua mossa dell’ultimo minuto in quattro punti. Punto uno, “il ritardo è dipeso dal fatto che la segreteria del partito è durata diverse ore con strascichi altrettanto lunghi. La mia posizione era nota: astensione benevola in attesa di capire se le aperture del presidente Conte all’area socialista fossero davvero fondate”.

“Avrei – ha precisato il senatore socialista – comunque votato a favore dello scostamento di bilancio e del decreto Ristori e di qualsiasi altra misura per fronteggiare la pandemia. Una posizione che è emersa chiaramente dal mio intervento in aula. E che è stata apprezzata dalla maggioranza. Insomma, una posizione responsabile che teneva conto dello stato difficile del Paese e metteva in risalto la diversità rispetto al voto di Italia Viva“.

Punto due: “Il PSI – ha detto Nencini – era già in maggioranza dunque non può essere associato a parlamentari che hanno votato la fiducia provenendo dall’opposizione. Due storie completamente diverse”.

Al punto tre, il senatore Nencini ha parlato delle voci sulle trattative in corso per un possibile ministero: “Leggo ricostruzioni fantasiose circa il voto in ritardo. Nencini ha trattato per un ministero. Mi viene da ridere. Proprio perché, per il protrarsi del dopo segreteria del partito, ho votato per ultimo, quando i voti a favore erano solo 154, il mio voto sarebbe servito a ben poco”.