Nuovo decreto, cambiano le regole per gli spostamenti: ecco le novità

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Il nuovo decreto legge sull’emergenza Covid è stato approvato dal Consiglio dei ministri e prevede nuove regole per gli spostamenti, le visite a parenti e amici e l’ingresso in zona arancione e rossa. Il nuovo provvedimento, come ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza, si è reso necessario perché “quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente, servono misure”. Prorogato lo stato di emergenza fino al 30 aprile.

Il nuovo decreto legge viene chiarito che sono vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome “dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021”. Il provvedimento, quindi, avrà effetto per un mese. Sono comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Gli spostamenti sono vietati ma sono comunque presenti delle deroghe: saranno consentiti quelli “motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione”.

Nuovo decreto: si può andare nelle seconde case?

Il nuovo Dpcm vieta di andare nelle seconde case che si trovano fuori regione. Se si è residenti in una regione in fascia arancione è vietato andare nella seconda casa fuori comune. L’unica deroga riguarda motivi di urgenza, ad esempio la riparazione di un guasto oppure per recuperare oggetti o materiale indispensabile. Lo spostamento non deve trasformarsi in un trasferimento, dunque deve avere la durata necessaria a risolvere il problema.

Il nuovo decreto anti coronavirus, inoltre, conferma la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno. Il testo, infatti, prevede che “in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi”.

Per quel che invece riguarda la nuova fascia bianca, per entrarvi occorre un livello di rischio basso con una incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100 mila. Nel decreto è specificato che “l’eventuale successivo superamento dei parametri per il collocamento nello scenario di tipo 1 ha effetto, ai fini dell’applicazione di misure più restrittive, se il superamento perdura per almeno 14 giorni consecutivi”.

Le nuove misure anti contagio sono state spiegate così dal ministro Speranza: “C’è un drammatico mutamento dell’indice di rischio attribuito alle singole regioni: dodici regioni e province autonome sono ad alto rischio, otto sono a rischio moderato, di cui due in progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e una sola regione è in questo momento a rischio basso. Quando tutti i parametri peggiorano contemporaneamente, abbiamo l’obbligo di prendere nuove misure, proporzionali al rischio di una diffusione incontrollata dell’epidemia”.