Olio: sai quale scegliere? I consigli per utilizzare quello più indicato per cucinare e le proprietà nutrizionali

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Cura il sistema nervoso, ripulisce i vasi sanguigni, nutre i muscoli e la pelle. L’olio è molto più di un semplice condimento. D’oliva o di semi, l’olio è un alimento essenziale per tutto l’organismo. Importantissima però è la scelta: l’olio giusto (usato correttamente e assunto in un dosaggio adeguato) è in grado di darci tutti questi benefici. 

Attenzione alla tecnica di produzione

Per ottenere i massimi benefici dal nostro olio d’oliva è essenziale che abbia due caratteristiche: che sia di prima spremitura (vale a dire, ottenuto dalla prima spremitura delle olive o dei semi) e che sia estratto a freddo (cioè non idrogenato). Queste indicazioni (da ricercare nell’etichetta che accompagna il prodotto) sono già di per sé sufficienti a prometterci un buon alimento, ricco di tutte le sue componenti essenziali. 

Il migliore è quello d’oliva

Extravergine, sopraffino, fino o vergine, l’olio d’oliva è sempre comunque una garanzia, poiché nella sua produzione non vengono utilizzate manipolazioni chimiche (che, talvolta, sono impiegate per l’estrazione di alcuni oli di semi). È un eccellente antiage: ricchissimo di vitamina E, l’olio di oliva evita l’iperossidazione (cioè l’irrancidimento) dei grassi, prevenendo così l’invecchiamento. In più, prolunga la vita dei globuli rossi, mantenendo ai livelli ottimali l’ossigenazione dei tessuti. Tra tutti, preferite l’extravergine, il più ricco di virtù curative.

Anche quelli di semi possono far bene 

Gli oli di semi (sceglieteli sempre non idrogenati) sono indicati per chi è a rischio di problemi cardiovascolari, perché hanno un’azione protettiva contro trombosi, arteriosclerosi e infarto. Fanno bene anche in gravidanza, durante l’allattamento e per la crescita dei bambini; la loro ricchezza di vitamina F (acido linoleico) è importante per il cuore, per il metabolismo dei grassi e per la prevenzione di depositi di colesterolo sulle arterie.

Come usarli

I vantaggi di ciascun tipo di olio però rischiano di essere annullati se utilizziamo l’alimento in modo scorretto. In generale, ricordiamo che l’olio di oliva è utilizzabile in qualsiasi modo (a crudo o per cucinare), mentre gli oli di semi sono inadatti (sorpresa!) per la cottura e la frittura dei cibi. Con il calore si degradano, dando luogo alla formazione di sostanze dannose per l’organismo. 

Pro e  contro dei vari tipi di olio

Olio d’oliva, sceglietelo se:

– soffrite di gastrite o bruciori di stomaco: attenua l’acidità dei succhi gastrici.

– accusate stanchezza e affaticamento: nutre il sistema nervoso. 

Usatelo così: A crudo sulle verdure (un cucchiaino) o nella preparazione delle pietanze. Va bene anche per friggere, perché non dà luogo alla formazione di sostanze nocive per l’equilibrio delle cellule. 

Olio di semi di sesamo, sceglietelo se:

– avete problemi di osteoporosi o volete prevenirla (questo olio favorisce il fissaggio del calcio nelle  ossa). 

Usatelo così: Un cucchiaino a crudo sulla minestra o sulle pietanze. 

Olio di semi di soia, sceglietelo se:

L’olio di semi di soia è ricco di lecitina aiuta il fegato e tiene sotto controllo il colesterolo ed è utile anche per sostenere la funzionalità cardiaca ed è quindi indicato per gli anziani. 

Usatelo così: Un cucchiaino, meglio a crudo. Potete correggerne il sapore (se non vi è gradito) miscelandolo in pari quantità con olio di oliva. 

Olio di semi di girasole sceglietelo se:

– soffrite di diabete (aumenta la tolleranza al glucosio). 

Usatelo così: sempre a crudo: sottoposto ad alte temperature si denatura. 

Attenzione: Arachide e mais sono i più rischiosi

L’olio di semi di arachide è aterogeno, quindi causa la formazione di placche di colesterolo sulle arterie, predisponendo all’arteriosclerosi. Poiché non può essere spremuto a freddo, l’estrazione dell’olio di mais comporta delle necessarie manipolazioni chimiche.