Renzi in Arabia Saudita: il duro affondo di Roberto Saviano

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Continua a far nascere polemiche il viaggio di Matteo Renzi in Arabia Saudita. Con un duro post sui social, si è accodato alle critiche anche Roberto Saviano. Lo scrittore ha chiesto ai suoi follower di Facebook: “Conoscete la storia del giornalista saudita del Washington Post Jamal Kashoggi, barbaramente ucciso e fatto a pezzi per conto del principe saudita Mohamed Bin Salman?”. Perché “solo conoscendola potrete realmente capire di quali crimini sia sospettato Mohammed Bin Salman. E a quel punto, come me, capireste per quale ragione Matteo Renzi dovrebbe avere la dignità di lasciare la vita pubblica del nostro Paese” scrive Saviano.

“Proveranno a imbrogliarvi tracciando un parallelismo con Emanuel Macron che conferisce la Legion d’onore ad Al-Sisi, o con Angela Merkel che mostra timidezza con Vladimir Putin. Sono argomentazioni senza valore. Le azioni politiche squallide di Macron e Merkel trovano una possibile giustificazione nella Ragion di Stato. La grave presenza di Matteo Renzi ai piedi di Bin Salman trova giustificazione solo nella Ragion del Portafogli, il suo”, ha spiegato Roberto Saviano.

“Matteo Renzi è un senatore della Repubblica Italiana, non un ex politico in pensione, non un personaggio secondario che possa permettersi di essere al soldo di chiunque. Soprattutto di un principe che silenzia i suoi oppositori condannandoli a morte. Renzi è ancora pagato dallo Stato italiano per il suo lavoro. Un senatore in Italia guadagna oltre 14 mila euro al mese netti, considerando l’indennità mensile, la diaria e vari rimborsi spese. E il presupposto è che lo faccia con dignità, nel rispetto dei valori costituzionali, dai quali non mi pare sia riconosciuta la possibilità di fare a pezzi gli oppositori politici in sedi diplomatiche altrui, come è accaduto al giornalista del Washington Post Jamal Kashoggi”, ha chiarito.

“Matteo Renzi è il politico italiano più in vista del momento”, ha scritto Roberto Saviano, “e dunque l’idea che i cittadini del mondo possono farsi, dopo questa uscita, è che il politico italiano più in vista, l’ago della bilancia, sia anche un venduto. Non male per un Paese che, nelle attuali condizioni, avrebbe bisogno solo di una cosa: credibilità“.

Lo scrittore di Gomorra ha riportato quanto dichiarato da Matteo Renzi durante l’intervista con Bin Salman: “È un grande piacere, è un onore essere qui con il grande principe Mohamed Bin Salman. Credo che l’Arabia possa essere il luogo di un nuovo Rinascimento”.

“Ricordatevi queste parole, non dimenticatele, perché sono un marchio d’infamia“, ha sottolineato Roberto Saviano. “Ora io domando agli ex ministri di Italia Viva, e in particolare a Teresa Bellanova, che è sicuramente la vera protagonista della legge contro il caporalato, per la quale tutti dobbiamo esserle grati, come si possa accettare che il leader, ma a questo punto direi il padrone, nel senso più deteriore del termine, del loro partito vada, in qualità di ospite ben pagato, a esaltare una dittatura che massacra gli oppositori politici e che gode della servitù della gleba. Ministro Bellanova, esattamente, qual è la sua posizione su questo?”, ha concluso.