Ricciardi contro i colori delle regioni: “Serve un lockdown di un mese”

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Stiamo perdendo tempo. Questo il pensiero, in estrema sintesi, di Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute e, in passato, consigliere dell’Oms. Il professore ordinario di Igiene all’Università Cattolica e direttore scientifico degli Istituti Maugeri ha criticato fortemente il sistema delle fasce colorate attraverso cui, dopo il quindicinale monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità, vengono suddivise le regioni. L’alternativa? Un lockdown di un mese.

Walter Ricciardi contro i colori delle regioni: “Serve un lockdown”

Secondo Ricciardi è già arrivata l’ondata dei contagi natalizi, lo testimonia il dato delle 475 vittime registrate dal bollettino del 16 gennaio. “Le misure prenatalizie – ha detto ai microfoni della Stampa – hanno impedito una crescita enorme dei contagi, ma non li hanno diminuiti. Per ogni caso accertato ce ne sono uno o due non rilevati”.

Il consulente del ministro Roberto Speranza ha poi puntato il dito contro le Regioni per via di un tracciamento “inadeguato”, dovuto al fatto che si sottovaluta l’importanza dei tamponi: “Se le regioni continueranno a vivere le zone rosse come stigma resteranno sul plateau per sempre”.

A proposito di colori, Ricciardi critica questo sistema. Secondo lui andrebbe bene in un’epidemia discendente, non nella fase attuale di plateau o di crescita.

La soluzione proposta è “un mese di lockdown generale, che faciliti la vaccinazione e blocchi l’avanzata della variante inglese“.

Walter Ricciardi sulle seconde case e la scuola

Data la situazione attuale, Ricciardi non vede il senso di permettere di andare nelle seconde case: “Forse – si è risposto – è un tentativo di ammorbidire il clima di tensione e fatica, ma lo ripeto: la vera priorità è abbattere la curva epidemica”.

Quindi, è sconveniente anche la riapertura delle scuole “perché ogni attività di massa in questa fase va bloccata”.

Walter Ricciardi, il punto sui vaccini e sull’immunità di gregge

Ricciardi ha poi parlato del vaccino di AstraZeneca: “Credo verrà approvato nella versione con due dosi piene che copre circa al 60%. Se poi l’autorità italiana lo autorizzasse anche con la prima mezza dose più la seconda intera si arriverebbe circa al 90% e saremmo ancora più contenti”.

L’obiettivo a lungo termine resta l’immunità di gregge: secondo Ricciardi si raggiungerebbe vaccinando il 75% degli italiani, traguardo che si potrebbe tagliare entro la fine dell’anno.

Anche se con la variante inglese occorrerebbe vaccinare il 95% della popolazione: “Questo è uno dei motivi per cui ora serve un lockdown”.

Attualmente il piano vaccinale non ha subìto ritardi, anche se la vera sfida riguarderà le somministrazioni a tutti quelli sotto gli 80 anni: “Sono tanti, bisognerà vaccinare almeno 250 mila persone al giorno“.

Walter Ricciardi sulla variante brasiliana: “Se ne sa poco, ma sembra preoccupante”

Oltre alla variante inglese, spaventa anche la variante brasiliana: “Sappiamo poco, ma pare preoccupante. La speranza è che i tanti morti in Brasile siano dovuti più al crollo del sistema sanitario che alla variante stessa. Tutte le varianti vanno tenute sotto controllo e, se possibile, prevenute diminuendo la circolazione dell’infezione. Più il virus replica più varia”.