Sanremo, Franceschini: “Niente pubblico, né figuranti”

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Dario Franceschini, ministro di Beni culturali e Turismo, affossa le speranze di Amadeus e degli organizzatori del Festival di Sanremo, pronunciandosi in modo perentorio sul tema riguardante il pubblico in presenza alla kermesse. “Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile”.

Franceschini è intervenuto con un cinguettio su Twitter e, di fatto, ha chiuso definitivamente la querelle relativa al pubblico del concorso; querelle che da giorni teneva banco. Ieri si era fatta strada anche l’ipotesi di affidare a quelli che avrebbero dovuto essere dei figuranti un ‘badge-Covid’, vale a dire una tessera che sarebbe stata magnetizzata di volta in volta solo dopo l’effettuazione del tampone e il conseguente esito negativo.

“Non ci sono eccezioni”, ha aggiunto Franceschini, ribadendo il no a qualsivoglia soluzione che contempli delle persone – esclusi artisti, conduttori, ospiti ed organizzatori – nel teatro. Dunque, anche Il Festival di Sanremo dovrà adeguarsi e prevedere lo spettacolo senza pubblico, come tutti gli altri teatri, chiusi da tempo secondo Dpcm.

Sanremo 2021, le considerazioni del direttore di Rai Uno Stefano Coletta

Nella giornata di ieri, prima dell’intervento di Franceschini, il direttore di Rai Uno Stefano Coletta, circa la sicurezza del Festival, ha dichiarato: “Facciamo questa operazione pensando al pubblico, rispettando i protocolli, lo stiamo realizzando in grande sicurezza tenendo in considerazione la salute di tutti, che è al primo posto. Il Festival potrà essere meno rischioso che immaginarlo post-Dpcm”.

E ancora: “Sanremo è il ‘continuum’ fisiologico di tutto l’intrattenimento che siamo stati capaci di realizzare quest’anno nonostante la pandemia. Il Festival è in linea con tutto quanto Rai 1 ha realizzato quest’anno. Sarà un programma televisivo, seriale ma condensato in cinque serate, fatto all’interno dell’Ariston invece che negli studi di Roma o di Milano, con protocolli di sicurezza utilizzati per tutte le altre trasmissioni”.