Spray nasale anti Covid può ridurre il rischio di contrarre il virus del 78%”: parla l’esperto

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Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Igm), è stato intervistato da AGI in merito al farmaco Taffix, lo spray nasale sviluppato in Israele e pubblicizzato come prodotto in grado di prevenire il contagio da agenti patogeni per via nasale, compreso il Covid-19, creando una sorta di pellicola di gel che rappresenta una barriera fisica all’ingresso del virus. Secondo i ricercatori che hanno sviluppato il nuovo spray nasale sono certi che può “ridurre il rischio di contrarre Covid del 78%”.

“In linea di principio lo spray nasale israeliano è composto da una formulazione di per sé piuttosto semplice, a base di un principio attivo utilizzato in colliri o altri preparati medicali, e acido citrico, contenuto nel succo di limone. Sebbene non vi siano studi ampi e randomizzati per valutare la sua efficacia, in base allo stato attuale delle conoscenze il presidio potrebbe essere valido”, ha commentato Mega.

Il Taffix – che come sottolineano anche gli scienziati israeliani non è pensato per sostituire le misure di contenimento della pandemia già in atto, come l’uso della mascherina, il distanziamento, la sanificazione e la corretta igiene delle mani – “potrebbe quindi essere utilizzato come ulteriore presidio” ha continuato l’esperto, ricordando che lo spray “fornisce una protezione da agenti virali per circa cinque ore, ma non dovrebbe essere somministrato in modo costante o potrebbe danneggiare i tessuti”.

“In linea di principio, dunque – ha concluso Maga – si tratta di un prodotto valido, che deve tuttavia essere utilizzato con le dovute precauzioni e non deve sostituire le precauzioni e le misure già in atto”.