Vaccino Covid, la seconda dose dà più fastidio: i motivi

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epa08746318 A nurse draws flu vaccine from a vial at a free mobile clinic in Lakewood, California, USA, 14 October 2020. Flu vaccine manufacturers have increased production in anticipation of this year's flu season. EPA/ETIENNE LAURENT

La seconda dose del vaccino contro il Covid-19 provoca più reazioni avverse rispetto alla prima, come mostrano i dati registrati nel Lazio, la Regione che ha fatto finora più richiami, circa 48 mila. Niente di allarmante però: si tratta di un fenomeno atteso e già descritto dall’Agenzia europea del farmaco (Ema).

La pima dosa stimola il sistema immunitario a reagire contro il virus. Con il richiamo si hanno più fastidi perché l’organismo ha già costruito delle difese contro il virus e quindi lotta più duramente contro il vaccino.

Si tratta di un fenomeno noto e già “osservato anche per altri vaccini”, ed “è più vigoroso nei soggetti giovani rispetto agli anziani”, ha spiegato a Repubblica l’epidemiologa Stefania Salmaso, a lungo direttrice del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della Salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Vaccino Covid, le reazioni avverse

Dalmaso ha ricordato che gli effetti collaterali più comuni del vaccino sono solitamente “transitori e di breve durata“. Come spiega l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nelle sue Faq sul vaccino Pfizer-BioNtech, le reazioni avverse osservate più frequentemente “sono state in genere di entità lieve o moderata e si sono risolte entro pochi giorni”.

“In generale – osserva l’Aifa – le reazioni sistemiche sono state più frequenti e pronunciate dopo la seconda dose“. Gli effetti collaterali più diffusi, spiega l’Aifa, sono “dolore e gonfiore nel punto dove è stata fatta l’iniezione, stanchezza, mal di testa, dolore ai muscoli e alle articolazioni, brividi e febbre”.