Anticorpi monoclonali verso ok: efficacia, costi e a chi spettano

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L’Agenzia Italiana del Farmaco sarebbe pronta a dare il via libera all’utilizzo degli anticorpi monoclonali nell’ambito della lotta al Covid-19. Non è tutto: un fondo, individuato dal governo uscente, sarebbe pronto a coprire la somministrazione per decine di migliaia di pazienti. Lo scrive ‘La Repubblica’.

L’ok all’uso di due farmaci prodotti dalle aziende americane Regeneron e Eli Lilly, che bloccano ai primi sintomi l’infezione da coronavirus, impedendo lo sviluppo più grave del Covid, potrebbe arrivare oggi, mercoledì 3 febbraio, da parte della Commissione Tecnico Scientifica.

L’Aifa ha convocato le ditte produttrici al fine di condividere “informazioni non ancora pubblicate ma di notevole interesse come approfondimento” e dare, così, la propria valutazione sulla cura a base di anticorpi monoclonali.

Subito dopo il vertice, come annunciato dal direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini, la Commissione “si esprimerà sulle modalità d’uso nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale” e si potranno stabilire “le categorie di pazienti per cui sono indicati e utilizzabili gli anticorpi monoclonali”.

Dal ministero della Salute hanno fatto sapere che, all’interno del decreto Agosto in riconversione, sono stati indicati 80 milioni di euro per tutti i monoclonali per il 2020, inclusi quelli infialati ma ancora non sottoposti a prove cliniche di Toscana Life Sciences di Rino Rappuoli, e 300 milioni per il 2021.

Una parte dei soldi è destinata alla ricerca al fine di avere anticorpi monoclonali italiani, mentre gli altri serviranno per acquisire le dosi a 2 mila euro l’una. Ogni dose basta per la terapia di un solo paziente.

L’ex direttore dell’Ema, Guido Rasi, ha confermato che, in base agli studi attualmente disponibili, gli anticorpi monoclonali sono indicati “in una fase precoce della malattia, entro 72 ore dallo sviluppo dei sintomi, mentre sono inefficaci nei pazienti più gravi”.

Non appena arriverà l’atteso via libera dell’Aifa, prenderà il via a ogni modo, per ora, una fase sperimentale nelle strutture ospedaliere. Solo con l’ok dell’Ema, poi, si aprirà la strada a un uso di massa degli anticorpi monoclonali. Brutte notizie, intanto, sono arrivate dalle colonne del ‘Guardian’: è stato reso noto, infatti, che gli anticorpi monoclonali starebbero fallendo contro le varianti sudafricana e brasiliana.