Antonella Viola: “La scelta del vaccino anti-Covid deve essere lasciata al medico curante”

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“La scelta del vaccino” anti-Covid “deve essere lasciata al medico curante che, sulla base della storia clinica del suo paziente, deve scegliere il più adatto”. A sollevare il problema è l’immunologa dell’università di Padova Antonella Viola, ricordando che il vaccino di AstraZeneca – raccomandato in Italia per gli under 55 – ha un’efficacia del 60%. Quindi, utilizzandolo anche per i giovani ad alto rischio a causa di patologie preesistenti, 4 su 10 potrebbero comunque ammalarsi.

L’Agenzia italiana del farmaco “Aifa – scrive Viola su Facebook – ha giustamente deciso di non consigliare l’utilizzo del vaccino AstraZeneca per gli over 55. Questo perché non ci sono dati solidi sull’efficacia del vaccino in questa fascia di età e perché è comunque un vaccino meno efficace rispetto agli altri, riuscendo a proteggere solo 6 persone ogni 10 vaccinati. La mia domanda però è la seguente: che facciamo con i 40enni diabetici? O i 50enni ipertesi? Con gli obesi? Con tutte quelle categorie di giovani che per co-morbidità sono ad alto rischio? Li vacciniamo sapendo che 4 su 10 non saranno protetti?”, chiede la scienziata.

“Arcuri – precisa Viola – ha dichiarato che, mentre i vaccini Pfizer e Moderna serviranno a prevenire decessi e ricoveri, quello di AstraZeneca servirà a bloccare il contagio. E se il vaccino bloccasse il contagio, la scelta di vaccinare con questo giovani sani sarebbe giustissima. Ma questi dati non ci sono”, precisa l’esperta, “quindi la decisione di introdurre un vaccino poco efficace, che non riduce il contagio, è meno forte. Ho la sensazione – conclude l’immunologa – che la fretta stia facendo perdere di vista l’obiettivo finale”.