Arriva Draghi, convocato da Mattarella al Quirinale

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“Avverto il dovere di rivolgere un appello alle forze politiche per individuare un governo di alto profilo” è stata questa la decisione del Capo dello Stato Sergio Mattarella, comunicata dopo aver ricevuto il presidente della Camera Roberto Fico, di fronte al fallimento di un accordo tra le forze politiche della maggioranza uscente. Si starebbe profilando quindi la strada del governo istituzionale per la risoluzione della crisi di governo. Allo scopo della creazione di un esecutivo “non politico” sarebbe stato convocato al Quirinale per domani alle 12, l’ex presidente della Bce Mario Draghi. Lo riporta l’Ansa.

“Ho comunicato al presidente Mattarella l’esito del mandato. Allo stato attuale rimangono le distanze, non c’è disponibilità a dare vita a una maggioranza” ha detto così il Presidente della Camera dopo un incontro di circa mezz’ora al Quirinale con Sergio Mattarella per riferire sull’esito del mandato esplorativo che gli era stato conferito.

L’intesa che avrebbe dovuto risolvere la crisi di governo e dar vita al Conte Ter non è stata raggiunta. Prima dell’incontro tra il Capo dello Stato e Roberto Fico era mancato l’accordo sul verbale che avrebbe dovuto chiudere il tavolo sul programma di governo dopo due giorni di lavori, come ha riportato ANSA. Italia Viva, che aveva chiesto un testo con cronoprogramma, avrebbe poi detto sì alla scelta di redigere un verbale di fine riunione ma avrebbero lamentato, alla lettura del documento, che non rispecchierebbe le diverse posizioni che si sono registrate al tavolo su alcuni temi.

Nel pomeriggio, si era registrata una fumata nera al vertice tra Matteo Renzi, Dario Franceschini, Vito Crimi e Roberto Speranza. Stando a quanto appreso dall”ANSA’ da fonti di Italia Viva, sia sui temi che sulla squadra, dal Mes al ruolo di Arcuri, non si sarebbero registrate le aperture attese.

In particolare a proposito della futura squadra di governo, secondo le stesse fonti, Vito Crimi avrebbe detto no alla richiesta di sostituire i ministri Alfonso Bonafede e Lucia Azzolina. In più, sarebbe stato “posto un veto” su Teresa Bellanova al ministero del Lavoro. Alla riunione del tavolo, Roberto Fico ha fatto sapere che si recherà al Quirinale “entro stasera”.

Tra gli sviluppi della giornata sulla crisi politica, il deputato Emilio Carelli ha annunciato il suo addio al Movimento 5 Stelle col progetto di formare un nuovo gruppo di centrodestra alla Camera.

Crisi di governo e trattative: Fico al Quirinale, c’è la rottura di Renzi

Prima di salire al Quirinale per riferire sulla crisi, il presidente della Camera Roberto Fico ha fatto un ultimo giro di telefonate con i leader dei partiti della vecchia maggioranza compreso Matteo Renzi. Ma la strada intrapresa dal leader di Italia Viva sembra essere già stata tracciata ed è quella della rottura, con un post pubblicato sui social nel quale esplicita lo strappo con gli ex alleati.

“Renzi aveva fatto richieste sugli assetti di governo ancor prima che fosse dato l’incarico a Conte e poi la rottura inspiegabile” hanno fatto sapere fonti Pd, riportate da Skytg24, aggiungendo che Renzi voleva scegliere anche i ministri dello stesso Partito democratico.

Crisi di governo e trattative: le dichiarazioni

Su ‘Twitter’, il fondatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi ha chiarito i motivi della rottura: “Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato”.

Come riporta ‘SkyTg24’, Maria Elena Boschi (Italia Viva) ha dichiarato: “Rimangono le distanze sui contenuti nonostante il lavoro di questi giorni. Non abbiamo parlato di nomi”. Poi ha aggiunto: “Non c’era nessun verbale ma una proposta elaborata da alcune forze politiche. Alla fine si è scelto in maniera concordata di non fare il verbale”.

Queste le parole di Graziano Delrio (Pd): “Abbiamo fatto un lavoro importante in questi due giorni con discussioni approfondite. Rimangono distanze, non solo con Italia Viva, anche sull’impostazione di alcuni punti. Siamo fiduciosi che il lavoro per colmare le distanze possa essere fatto da chi dovrà formare il governo e scrivere il programma. Il lavoro proficuo è stato fatto ma non sono state esaurite tutte le questioni”.

Secondo Andrea Marcucci (sempre del Pd), “ora Fico ed il presidente Mattarella valuteranno, ma ci sono le condizioni per potere andare avanti”.

Davide Crippa (M5S) ha affermato: “Qualcuno voleva trasformare il verbale in un contratto di governo ma senza che il presidente incaricato fosse presente. E quel qualcuno, Italia Viva, ha dato alle agenzie un racconto sul tavolo non rispondente al vero, dicendo che non c’erano temi convergenti. A nostro avviso i temi convergenti sono molto di più di quelli divisivi. E si era detto che i temi divisivi come il Mes erano fuori dal tavolo”.

Sempre in casa M5S, il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi ha scritto su ‘Twitter’: “Altro che temi! Poltrone e testa di Conte nonostante una pandemia. Indegno! Elezioni vicinissime, a mio parere! E sono pronto: prontissimo!”.

In un tweet, il senatore Francesco Bonifazi (Iv) ha scritto: “La trattativa: no al Mes (neppure 1/6); no a prescrizione; no alla Torino/Lione; intoccabile Bonafede; intoccabile Azzolina; intoccabile Arcuri; ovviamente intoccabili gli altri. Se noi siamo gli arroganti, loro che sono?”.

Il pensiero di Loredana De Petris (+Europa): “Abbiamo ribadito che per noi non c’è altra strada se non Conte e un governo con questa maggioranza, altre soluzioni non ci vedono disponibili, per noi c’è il voto. Al tavolo abbiamo fatto uno sforzo molto forte. Secondo noi era possibile, ma Italia Viva dice che non ci sono le condizioni”.