Bill Gates, la prossima pandenia potrebbe essere persino dieci volte peggiore di quella di Covid

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Il fondatore di Microsoft, multi-miliardario e filantropo Bill Gates ritiene che il mondo non sia pronto per la prossima pandemia, che potrebbe essere persino dieci volte peggiore di quella di Covid. “Non siamo pronti per la prossima pandemia. Spero che tra due anni la situazione sarà diversa. Vaccini, test, medicinali, epidemiologia, monitoraggio: ci sono molte cose che si possono fare”, ha detto qualche tempo fa in un’intervista al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung.

Quando finirà la pandemia Covid

Il Coronavirus è diventato parte della vita quotidiana come i terremoti, i tornado o i cambiamenti climatici. “Il compito dei governi è proteggere i cittadini da questi eventi. Già durante questa pandemia, ci sarebbe stata una grande differenza se la preparazione fosse stata migliore”, chiosa.

Mentre crescono le allerte in tutto il mondo e sale l’attenzione dei governi verso programmi di prevenzione e piani pandemici (proprio quello che è mancato in Italia quando a marzo 2020 siamo stati travolti dal Coronavirus), è al momento ancora impossibile definire un ordine temporale in cui la pandemia sarà davvero finita.

Sono state tante le previsioni in questi mesi, più o meno nere, ma molto dipenderà dai vaccini: dalla velocità di somministrazione, da un lato, e dalla loro reale efficacia nel tempo, e contro le varianti che tanto spaventano gli esperti, dall’altra.

Bill Gates è stato uno dei primi a “predire” la pandemia, nel 2015. Nel celebre discorso di Ted “The Next Outbreak?” (La prossima epidemia) pronunciato nel 2015 aveva avvertito che un microbo e non una guerra avrebbe più probabilmente ucciso milioni di persone in tutto il pianeta nei 10 anni successivi. “Se qualcosa ucciderà oltre 10 milioni di persone nei prossimi decenni, è molto probabile che si tratti di un virus altamente infettivo piuttosto che di una guerra. Non missili, microbi”, aveva detto precisamente Gates.

Sulla crisi del Covid la paura è massima, perché, ha detto, “le malattie respiratorie sono molto spaventose perché sei ancora su un aereo o un autobus quando sei contagioso. A differenza di altre malattie come l’ebola, dove sei per lo più in un letto d’ospedale quando la carica virale infetta altre persone”. Già nel 2015, nel famoso discorso, aveva parlato di un virus in rapida diffusione perché le persone si sentono abbastanza bene mentre sono contagiose e quindi salgono su un aereo o vanno al mercato.

Ma la realtà ha persino superato le sue ipotesi. Impegnato con la sua Fondazione, la Gates Foundation, a finanziare quei vaccini che possono essere prodotti su grande scala, con un costo basso, fra 2 e 3 dollari a dose (come AstraZeneca, Novavax, Johnson&Johnson e Sanofi), con l’obiettivo di realizzare una produzione globale, per oltre un miliardo e mezzo di dosi all’anno, il fondatore di Microsoft è convinto che la pandemia finirà, se va bene, tra dicembre e giugno 2022. Un tempo che sembra ancora lontanissimo.

Le due minacce che rischiano di colpirci

E adesso Bill Gates va anche oltre, identificando in una intervista a Derek Muller sul suo canale YouTube “Veritasium” le due minacce che potrebbero colpirci nei prossimi anni. Quali? Il cambiamento climatico e il bioterrorismo, cioè l’utilizzo intenzionale di agenti biologici in azioni quali attentati, sabotaggi, stragi o minacce.

Di fronte a questo scenario, ogni anno ci sarebbe un bilancio delle vittime ancora maggiore di quello che abbiamo avuto in questa pandemia. E riguardo al bioterrorismo, qualcuno che volesse causare danni potrebbe progettare un virus, cosa che non sarebbe così complicata.

Considerando che Gates difficilmente sbaglia tiro, sarebbe il caso di prendere in considerazione le sue parole con assoluta attenzione. E agire, subito, soprattutto sul fronte dei virus.

Come evitare la prossima pandemia

Come riportato in una recente analisi su Nature, il rapido sviluppo dei vaccini anti-Covid altamente efficaci a meno di un anno dall’emergenza della malattia è un enorme successo. Ciò è stato possibile, in parte, a causa di alcune proprietà del coronavirus SARS-CoV-2, che favoriscono la progettazione del vaccino, in particolare la proteina spike sulla superficie del virus. Che spinge il corpo a produrre anticorpi neutralizzanti protettivi (proteine che si legano ai virus e impediscono loro di infettare le cellule umane). Ma la prossima volta potremmo non essere così fortunati.

Il prossimo virus che emergerà potrebbe essere meno accomodante. Un vaccino potrebbe richiedere molto più tempo per essere prodotto. Anche la SARS-CoV-2 potrebbe diventare più problematica per i vaccini, a causa dell’emergere di nuove varianti. Per questo sono in tanti ricercatori a chiedere un approccio alternativo alla preparazione alla pandemia.

Una classe speciale di anticorpi protettivi chiamati anticorpi ampiamente neutralizzanti, detti anche pan-virus, spiegano gli scienziati, agisce contro molti ceppi diversi di virus correlati, ad esempio HIV, influenza o Coronavirus. Questi anticorpi potrebbero essere utilizzati come farmaci di prima linea per prevenire o trattare i virus in una data famiglia, compresi nuovi ceppi che non sono ancora emersi. Ancora più importante, potrebbero essere utilizzati per progettare vaccini contro molti membri di una data famiglia di virus.

Questi vaccini pan-virus potrebbero essere realizzati in anticipo e utilizzati prima che la prossima infezione diventi una pandemia. Motivo per cui sarebbe utile un investimento nella ricerca di base che porti allo stoccaggio di vaccini ampiamente efficaci. In modo da non farsi trovare, di nuovo, impreparati.