Burioni vaccina la madre e torna a parlare di effetti collaterali

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Il virologo Roberto Burioni, si batte da mesi sull’importanza di sottoporsi al vaccino anti coronavirus senza timori, vista la grande potenzialità dimostrata dagli studi effettuati e sugli scarsi o inesistenti effetti collaterali. Stavolta, in un post su Facebook, ha parlato degli effetti collaterali dopo l’inoculazione del vaccino a sua madre.

Queste le parole di Burioni sul vaccino alla madre e gli effetti collaterali: “Con piacere annuncio che mia mamma Elvira, anni 91 a maggio e qualche acciacco dovuto all’età, si è vaccinata con la prima dose contro COVID-19 due giorni fa – ha scritto il virologo sui suoi profili social -. Risiede a Rimini e si è vaccinata a Cattolica. Nessun effetto collaterale, se non la felicità del figlio”.

Dalle parole del virologo e docente all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano si evince l’ironia e la sottile polemica contro i suoi detrattori e soprattutto contro i no vax.

“Se volete preoccuparvi”, ha poi scritto Burioni in merito a un altro argomento molto discusso ovvero le varianti, “ecco un valido motivo: non le cerchiamo, così come non cercavamo il virus il febbraio scorso”.

Il virologo ha poi riportato un estratto di Nature Italy: “L’Italia sequenzia attualmente 1,3 campioni di virus ogni 1000, e impiega un tempo medio di circa due mesi per caricare i dati in archivi pubblici come Gisaid. È una delle prestazioni peggiori al mondo. Al confronto, il Regno Unito sequenzia quasi 40 volte più campioni, con un tempo medio di caricamento pari a 21 giorni”.

Sempre sui social, Burioni ha parlato anche di Israele, che ha da poco introdotto un pass per i vaccinati: “Israele potrebbe raggiungere l’immunità di gregge tra poco. E noi? Presidente Draghi vaccini gli italiani tutti e subito whatever it takes. L’euro era importante ma la nostra vita di più”. Così il virologo Roberto Burioni su Twitter, usando la frase che Draghi, da presidente della Bce, usò per garantire il sostegno della Banca centrale europea all’euro.