Caffè per svegliarsi? Non è così! La scoperta che sfata il mito

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Ben tre italiani su dieci soffrono di insonnia, un disturbo del sonno che consiste nella difficoltà di addormentarsi e che può nascondere anche altre patologie. Molti, inoltre, sono convinti che esista una vera e propria correlazione scientifica tra bere il caffè di sera e l’insonnia, ma è davvero così?.

Secondo uno studio pubblicato su Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry, la caffeina svolge un ruolo contrastante per quel che riguarda il calo dell’attenzione delle funzioni cognitive quando c’è un accumulo di sonno perso, come può capitare al termine di una settimana molto impegnativa o dopo un periodo in cui si fa fatica a dormire quanto si dovrebbe. Come detto, però, l’effetto della caffeina è temporaneo.

Lo studio è stato svolto su 26 partecipanti geneticamente sensibili alla caffeina, scelti dai ricercatori proprio per evitare di incappare in individui che fossero insensibili a tale sostanza. Queste persone sono state suddivise in due gruppi: al primo è stato chiesto di bere caffè con caffeina, al secondo invece è stato dato caffè decaffeinato per una durata di cinque giorni. A tutti i partecipanti, inoltre, sono state limitate le ore di sonno consentendo loro di riposare per un massimo di cinque ore a notte. Quindi sono stati sottoposti ai test per le funzioni cognitive tesi a indagare il funzionamento di varie attività come il livello di vigilanza, il tempo di reazione, l’accuratezza e la memoria.

risultati non hanno restituito differenze significative tra chi ha assunto caffeina e chi invece ha bevuto caffè senza caffeina. Questo vuol dire che sul lungo periodo il consumo di caffè teso a mitigare gli effetti della mancanza di sonno sulle attività cognitive è pressoché inutile.

Combattere l’insonnia: i consigli

Dimostrato che bere caffè di sera non porta automaticamente all’insonnia, vediamo quali sono alcuni comportamenti che possiamo applicare, invece, per superare questo disturbo, soprattutto finché si presenta in maniera lieve e saltuaria.

  • Mantenere i ritmi costanti, andando a letto sempre alla stessa ora.
  • Non prendere stimolanti come l’alcool prima di andare a letto. Se uno vuole un caffè è meglio un decaffeinato
  • Evitare la palestra nelle ore serali, la temperatura del corpo aumenta così come la difficoltà a prendere sonno. Meglio rilassarsi in serata, e dedicarsi all’attività fisica e sportiva nel tardo pomeriggio.
  • Evitare la doccia la sera: si può fare un bagno caldo, ma mai dopo cena.
  • No ai sonnellini del pomeriggio e prima di cena.
  • Non portare sul letto qualsiasi cosa, come il computer o altro altrimenti non si identifica il letto come luogo di riposo e relax, ma anche come quello del lavoro.
  • Non rimanere a letto più di una ventina di minuti se si è attanagliati dall’insonnia. Meglio accendere una luce e leggere un libro. Il consiglio è di tornare a letto solo quando ci si accorge che gli occhi iniziano a chiuedersi.

L’obiettivo, in generale, è provare a disinnescare a livello cerebrale l’associazione fra l’idea del letto e quella dell’incapacità di addormentarsi. In questo senso, se ci rendiamo conto che anche bere il caffè alla sera contribuisce, è meglio dismettere l’abitudine oppure scegliere un decaffeinato.