Coronavirus, ecco il tessuto che lo uccide: l’invenzione italiana

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Un tessuto in grado di uccidere il coronavirus: si chiama Virkill la nuova invenzione completamente italiana ideata e prodotta nei laboratori della Italtex di Cabiate , in provincia di Como. La particolarità del tessuto risiede nelle nano-particelle di rame da cui è composto, un materiale noto per la sua capacità di eliminare virus e batteri.

Da tempo, nei laboratori di Cabiate stavano lavorando alla creazione di un tessuto antibatterico e ora sono riusciti ad ottenere il particolare prodotto che ha già avuto i primi risultati positivi nei test.

La carica antivirale certificata da test di laboratorio, infatti, è pari a 3.25 che corrisponde ad una inattivazione del virus Sars-CoV-2 superiore al 99,9% già al primo controllo. I virus e i batteri vengono eliminati anche dopo oltre i 100 lavaggi e il tessuto ha superato tutti i test per la compatibilità con la pelle risultato completamente ipoallergenico.

Alessandro Pedretti, l’amministratore delegato dell’azienda tessile brianzola, ha dichiarato a Il Giorno: “Virkill si pone come obiettivo l’eliminazione della trasmissione del virus attraverso le superfici contaminate“.

“Sappiamo infatti da studi autorevoli che il Sars-Cov-2, come tanti altri virus, rimane attivo per diverso tempo fuori dall’organismo, sulle superfici e sui tessuti. Il nostro tessuto contiene al suo interno, fuse nel filato, delle nano-particelle di rame capaci di mantenere le loro caratteristiche antivirali nel tempo ben oltre i risultati consentiti dai trattamenti tradizionali che si deteriorano con i lavaggi. Elementi invisibili all’occhio umano, ma che hanno la capacità di uccidere il Covid-19 grazie a caratteristiche naturali che sono state testate negli ultimi mesi da laboratori indipendenti italiani e inglesi”.

Le prime applicazione del Virkill ci sono già: da una collaborazione è infatti nata una linea di biancheria e accessori per l’hotellerie in grado di rendere più sicuri i soggiorni di chi viaggia.