Cosa farà Conte? Il futuro del premier dimissionario: gli scenari

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Giuseppe Conte ha rassegnato le dimissioni da premier dopo due anni e mezzo di governo, passando dall’esperienza giallo-verde del 2018-19 a quella del governo giallo-rosso del 2019-21. E nel mezzo, una pandemia di proporzioni mondiali: per tutto il 2020 Conte ha lottato contro il virus a colpi di Dpcm, cercando di trovare il compromesso tra tutela della salute dei cittadini e dell’economia. Ma cosa farà Conte adesso che ha ceduto il testimone a Mario Draghi? Ecco alcune ipotesi sulle sue prossime mosse.

Dopo aver accettato l’incarico a formare un nuovo governo, Draghi ha avuto un colloquio di circa un’ora con il premier dimissionario. Le prime voci emerse dalle ore successive riportano che Conte avrebbe valutato un ruolo all’interno dell’esecutivo – fonti del Corriere della Sera hanno parlato di un incarico come vicepremier o alla Farnesina – ma una nota di Palazzo Chigi ha chiarito che un eventuale incarico non è stato oggetto di discussione. Malgrado lo stesso Conte non si sia pubblicamente pronunciato sul tema, l’Adnkronos riporta che avrebbe rassicurato il M5s di non voler accettare alcun ministero.

La strada per il governo Draghi appare al momento in salita e non è del tutto esclusa l’ipotesi che si vada al voto, per quanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne abbia sottolineato l’infattibilità. Se Conte dovesse rimanere in politica, si aprono per lui altri scenari: periodicamente rispunta l’ipotesi di un suo partito, ma non tacciono le voci che vorrebbero Giuseppe Conte alla guida del Movimento 5 Stelle, a lui caro e all’interno del quale gode di grande considerazione.

Al di fuori del contesto politico, Conte è un avvocato e un professore. Luigi Dei, rettore dell’Università di Firenze, ha riferito all’Adnkronos: “Il professore Giuseppe Conte ha portato il suo contributo al servizio del Paese e lo ha fatto con grande competenza e con una precisa statura morale. Ha svolto il suo compito di presidente del Consiglio al meglio, come gli ha sempre richiesto l’alto ruolo ricoperto”. Dei ha inoltre ricordato che un docente che assume la carica di presidente del Consiglio entra in aspettativa obbligatoria; al termine del mandato, Conte riprenderà automaticamente possesso della sua cattedra universitaria.